Poggio Rusco senza pediatra, i genitori non mollano: «Decisione da rivedere»

Il 17 novembre l’incontro con il sindaco Zacchi: il comune ha il più alto tasso di natalità del distretto

POGGIO RUSCO. Poggio Rusco è senza pediatra da quest'estate, ma i genitori non mollano e ribadiscono la loro forte richiesta di avere un medico per i bambini nel paese. Il 17 novembre una delegazione di genitori incontrerà il sindaco Fabio Zacchi per avere aggiornamenti e fare il punto della situazione: l’appuntamento è in biblioteca alle 18.30

Il tema aveva creato un certo scalpore lo scorso luglio, quando l'Ats aveva fatto sapere che non avrebbe sostituito la pediatra di base di Poggio, la dottoressa Sara Guerresi che aveva ottenuto un trasferimento più vicino a casa.

Le motivazioni addotte dall'Ats attengono al numero di bambini del distretto che, per i parametri regionali, non consentono la destinazione di quattro pediatri, ma solo di tre. Tre che sono già presenti nell'area e dislocati tra i Comuni di Quistello, Ostiglia e Sermide. I pediatri, infatti, non hanno un sede fissa in un Comune, come i medici di base, ma un distretto.

Va ricordato che il comune di Poggio è quello del distretto con il più alto tasso di natalità e il maggior numero di bambini: 300 nella fascia 0-6 anni e 450 in quella tra i 7 e i 14 anni, per un totale di 750. E attualmente i genitori devono spostarsi e fare tra i 15 e i 20 chilometri per portare i figli dal pediatra. Un disagio al quale non intendono arrendersi.

Quest'estate era partita una mobilitazione e una sensibilizzazione a seguito della decisione di Ats. Era stata attivata una raccolta firme che aveva visto una massiccia partecipazione. La petizione era stata sottoscritta anche da diversi sindaci dell'area, non solo da quello di Poggio. Questo per sottolineare come la perdita di un pediatra fosse un segnale estremamente negativo per tutto il territorio.

«Noi chiediamo che questa decisione venga rivista in quanto, nell’organizzazione dei servizi sanitari primari, non possono essere considerati solo i freddi numeri ma tutta una serie di fattori che dipendono anche dalla realtà specifica di un distretto e che incidono notevolmente sulla qualità dei servizi resi ai cittadini, in particolar modo per una fascia estremamente fragile come quella dei neonati e dei bambini» rivendicavano già quest'estate i genitori.

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