Dosolo dice addio a Felice, 88 anni: tra gli ultimi barcaioli a sfidare il Po in piena

Prima pontiere a Torre d’Oglio e poi bidello allo Scientifico di Viadana. Ma la sua passione era andare sul Grande fiume: anche Olmi raccontò di lui

DOSOLO. «Quando ero un ragazzino lo vedevo comparire in mezzo alla fitta nebbia, remando contro corrente con la barca carica di legna, lo voglio ricordare così». Si susseguono ricordi come questi, a Dosolo, dopo la scomparsa, a 88 anni, di Felice Gipsi.

Una leggenda del Po, rimasto nella memoria di tutti come uno dei barcaioli capace di sfidare il Grande fiume, anche in piena, armato solo della forza delle proprie braccia. Di cognome Gipsi: italianizzazione dell’inglese gipsy, gitano, assegnato al nonno trovatello dai medici dell’ospedale dove era stato accolto.

A vogare aveva imparato da piccolo, a dieci anni. Allora era nato l’amore per il Po e quel rapporto di rispetto e timore verso il fiume. «Quando ancora non esisteva il ponte per Guastalla – ricorda uno dei suoi quattro figli, Massimo – aiutava il padre a traghettare persone e oggetti da una sponda all’altra».

Poi era venuto il momento di fare il militare, e Felice era stato destinato al genio pontieri di Piacenza. Esperienza che gli fu utile in seguito, quando negli anni ’70 fu assunto dalla Provincia per gestire il ponte in chiatte di Torre d’Oglio.

Negli anni ’80 e ’90 fu bidello al liceo scientifico di Viadana.

Ma lavoro a parte, la sua grande passione restava il Po, affrontato sempre con la barca senza motore: «Non aveva l’esigenza di modernizzarsi, e la leggerezza del fiume gli faceva da guida – dice Massimo – . Fu in grado di vogare anche dopo i 70 anni. Le piene non gli facevano paura, anzi andava proprio allora a recuperare la legna che si fermava sotto i piloni del ponte. La portava a casa per il fuoco».

Un personaggio, immortalato sia dagli scatti di Stanislao Farri, grande fotografo reggiano, che dai documentari di Ermanno Olmi, celebre regista. Al museo del Po di Boretto vi è una sua barca. Lascia i figli Licia, Massimo, Marina e Giancarlo. I funerali mercoledì 17 novembre alle 9.30 nella chiesa parrocchiale.

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