Il Politecnico al lavoro per valorizzare il Po tra Mantova e Ferrara

2011

Il polo territoriale di Mantova del Politecnico di Milano si appresta a lanciare un progetto per valorizzare la tratta fluviale Mantova-Ferrara mettendo in campo in modo trasversale le competenze in architettura, rilievo e analisi topografica, restauro, urbanistica e progettazione architettonica, riservando un ruolo importante alla storia di questo territorio.

MANTOVA. Il polo territoriale di Mantova del Politecnico di Milano si appresta a lanciare un progetto per valorizzare la tratta fluviale Mantova-Ferrara mettendo in campo in modo trasversale le competenze in architettura, rilievo e analisi topografica, restauro, urbanistica e progettazione architettonica, riservando un ruolo importante alla storia di questo territorio. «Riuniremo docenti, studenti e dottorandi del polo di Mantova per valorizzare la storica connessione fluviale tra i territori di Mantova e Ferrara - spiega il prorettore Federico Bucci - provando a coinvolgere nel progetto anche il ramo del Mincio che porta al Lago di Garda».

Un’idea ambiziosa che cercherà di legare la concretezza dell’architettura, l’estro dell’arte, l’elemento dell’acqua e le opere idrauliche. «Riteniamo che in questo momento storico sia compito etico dell’università e di un piccolo polo universitario come il nostro mettersi al servizio del territorio».

Idee che andranno a confluire in un progetto che verrà presentato a settembre attraverso una mostra e realizzando un catalogo. «Puntiamo ad anticipare e stimolare operazioni progettuali che ci auguriamo possano prendere spunto da questi studi; proveremo a far comprendere come sia necessario agire su un territorio di questo genere». Un’opportunità per gli studenti per valorizzare l'area nella quale vivono.

«Senza la conoscenza della storia non si potrà costruire nessun futuro – prosegue Bucci – il legame che vanta il nostro territorio con l’acqua è millenario, vi è un rapporto tra artificio e natura che arriva fino ai nostri giorni grazie a lavori straordinari nei quali l’elemento artificiale ha come protagonista l’elemento naturale, ma lo rispetta o lo valorizza». Un rapporto tra architettura e paesaggio che potrebbe aumentare le potenzialità turistiche, aprendosi a nuovi scenari. «Si può arrivare a immaginare una fruizione del nostro territorio con visite più lunghe, un po’ come avviene ad esempio in Francia in cui è ben avviato un turismo fluviale. Sarebbe un’occasione per aprirsi ancora di più a un turismo lento, sostenibile, intrecciando cultura, storia, arte ed enogastronomia».

Idee, progettazione, ma anche disponibilità per un supporto tecnico. «Il nostro è un progetto aperto che intende coinvolgere diversi interlocutori del territorio tra i quali le amministrazioni comunali, le imprese e chiunque abbia a cuore le sorti del territorio. Ci auguriamo che, a partire da questa operazione che vuole mettere insieme la forza propulsiva degli studenti con la guida dei docenti, si possa valorizzare l’area oggetto di studio». 

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