Famiglie in affanno a Mantova, ecco la proposta per i nuovi alloggi a canoni popolari

L’immobiliare Sale  ha candidato un suo progetto ad un bando regionale. Se sarà finanziato, la società dovrà sottoscrivere una convenzione con il Pirellone e il Comune 

MANTOVA. Alloggi per le famiglie che non possono permettersi nemmeno quelli pubblici. Sei appartamenti in Valletta Paiolo, a due passi dal centro storico, che potrebbero essere disponibili nel giro di un anno o due e dare una risposta ai tanti che stentano a trovare casa in affitto. È quanto potrebbe succedere se una proposta avanzata da una società immobiliare di Mantova venisse ammessa ai finanziamenti regionali.

Per ora c’è solo il progetto inviato prima in Comune e poi in Regione per essere esaminato ed eventualmente inserito nella graduatoria. A dare il via all’operazione è stata la Regione con la sua delibera con cui, l’anno scorso, aveva approvato la manifestazione d’interesse volta alla realizzazione di nuova edilizia abitativa attraverso il recupero del patrimonio pubblico e privato non utilizzato per ricavarvi alloggi popolari. Nella delibera era anche indicato l’ammontare del finanziamento messo a disposizione: 23 milioni 70mila euro (il massimo che può essere concesso a ciascun progetto è 3 milioni di euro, ma serve il co-finanziamento da parte dell’attuatore).

Alla manifestazione di interesse aveva aderito la Sale srl con sede in piazza Bertazzolo a Mantova. Proprietaria di una porzione di immobile vuota in viale Carso, aveva colto la palla al balzo per recuperarla sfruttando i fondi messi a disposizione dalla Regione. E così, la società ha presentato un progetto di recupero che prevede la realizzazione di sei appartamenti, di cui cinque bilocali e un monolocale.

Questi appartamenti, però, per usufruire del finanziamento pubblico, devono essere destinati a servizi abitativi sociali e ceduti a chi, per ragioni di reddito, non riesca ad accedere in affitto né agli alloggi sul libero mercato né a quelli pubblici messi a disposizione dal Comune e dall’Aler.

Quegli appartamenti potranno essere occupati sia da famiglie che da single per un tempo lungo (i quattro anni di un contratto d’affitto, rinnovabile), oppure anche solo temporaneamente da chi ne avesse necessità per motivi di studio, di lavoro o di cura.

Va detto che la Regione consente all’attuatore di scegliere il tempo per il quale vincolare la destinazione d’uso di quegli alloggi: 8, 15 o 25 anni (in base alla durata verrà commisurato il finanziamento). Il canone sarà inferiore a quelli di mercato e al minimo rispetto gli accordi in vigore a Mantova tra sindacati inquilini e proprietari.

Nel caso la proposta di Sale fosse accolta dalla Regione, la società privata dovrebbe firmare una convenzione con la stessa Regione e il Comune, finalizzata a regolare sia la fase di recupero degli alloggi sia la loro gestione. Per esempio, a individuare gli inquilini sarà lo stesso attuatore, ma il Comune avrà poi il compito di controllarne i requisiti. Per ora il Comune, con una delibera di giunta, si è limitato a prendere atto della candidatura del progetto di Sale e si è messo in attesa di notizie da Milano. 

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