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Elezioni provinciali, Borsari propone un patto post voto agli avversari: «Azioni unitarie per dare sviluppo al Mantovano»

Martedì sera a San Giorgio Bigarello  il lancio del candidato presidente di civici e centrosinistra. «Non possiamo permetterci litigi, la Provincia rischia di perdere fondi»

MANTOVA. «Propongo un patto per la Provincia. Il giorno dopo le elezioni, indipendentemente da chi sarà presidente, uniamo le forze per rilanciare il nostro territorio. Le divisioni politiche non hanno senso, ci sono troppi treni che il Mantovano non può permettersi di perdere». Lavora nello studio di un commercialista, ha 43 anni e non ha mai avuto tessere di partito in tasca. Alberto Borsari, sindaco di Borgo Mantovano al primo mandato (si era dimesso da sindaco di Villa Poma al momento della fusione), è il candidato alla presidenza della Provincia dello schieramento che unisce un nutrito gruppo di sindaci di centrosinistra, civici e alcuni di centrodestra. Martedì arriverà l’ufficializzazione della candidatura alla sala civica Frida Kahlo di San Giorgio Bigarello. In casa, insomma, di Beniamino Morselli, sindaco Pd e attuale presidente di Palazzo di Bagno.

«Faremo un incontro aperto ai sindaci e agli amministratori di centrosinistra, ma anche ai civici nel senso più ampio del termine – spiega Borsari – perché questa operazione vuole essere il più coinvolgente e aperta possibile. Faccio parte di quei sindaci che avevano lanciato un documento per formare un’unica lista trasversale nell’interesse comune di tutti i territori. Purtroppo la politica non è riuscita a fare sintesi e oggi ci troviamo con due schieramenti. Benissimo, la cosa importante è che, indipendentemente da chi verrà premiato dal voto, si lavori in modo unitario per rappresentare le istanze del Mantovano davanti a Regione e governo. Dovremo puntare non solo sulle grandi infrastrutture, che pure sono indispensabili per la nostra provincia. Credo che tra le cose che dovremo fare subito ci siano i piani di manutenzione del territorio, a partire dalle arterie stradali, col supporto di Regione e governo. Sarà irrinunciabile la partecipazione a vari bandi e soprattutto riuscire a usufruire dei fondi erogati dal Pnrr. Ma per farlo dobbiamo muoverci tutti assieme e lasciare da parte certi inutili litigi che otterrebbero l’unico risultato di farci perdere irripetibili occasioni».

Ovvio aspettarsi, martedì sera (a partire dalle 21), la presenza di consiglieri comunali, assessori e sindaci eletti dal centrosinistra, a partire da quello del capoluogo Mattia Palazzi, tra i firmatari del documento dell’estate scorsa. Ma per Borsari si sono espressi con un documento anche sindaci con un’altra storia politica, come Zilocchi, Pasquali, Sarasini e Bertolini, che hanno un percorso politico alle spalle ben diverso.

«Ma voglio aggiungere che le porte saranno aperte a tutti – spiega – ci incontriamo per entrare nel dettaglio del programma e per raccogliere le esigenze e i bisogni di ogni parte della nostra provincia. La nostra lista non ha tutti i posti già decisi, vogliamo raccogliere candidati da tutto il territorio provinciale».

Borsari spiega che, in caso di vittoria, verrebbero scelti consiglieri con deleghe non solo di tipo amministrativo (infrastrutture, ambiente, scuola e via dicendo), ma anche di rappresentanza territoriale. «Chi verrà eletto in un certo territorio della provincia – spiega – avrà il compito di rappresentare le istanze di quel collegio, di quella fetta di territorio. È un approccio che viene già praticato in alcune Regioni e credo sia importantissima anche per la Provincia. Vede, io provengo da un’esperienza molto significativa, quella del consorzio dei Comuni dell’Oltrepò. Abbiamo elaborato assieme un piano strategico del territorio molto efficace e preciso. E lo abbiamo fatto senza minimamente tener conto dei diversi orientamenti politici delle diverse amministrazioni. Credo che questo sia lo spirito giusto. Dobbiamo sistemare ponti e strade ammalorate, sviluppare infrastrutture strategiche: Mantova non può davvero permettersi di perdere il treno dei fondi perché uscirebbe per sempre dai giri dello sviluppo territoriale».

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