Mantova, l’ex compagno diventa un persecutore

Ennesima storia di stalking a Castel Goffredo: pedinamenti, appostamenti e insulti. Per controllare la donna l’uomo ha violato anche il lockdown

CASTEL GOFFREDO. Un’ossessione incontrollata, violenta, senza sconti. Con il suo orgoglio di “uomo”, non poteva accettare di essere stato lasciato da quella che considerava la “sua” donna. Non ha neanche cercato di farle cambiare idea, magari proprio cambiando atteggiamento. Si è tolto la casacca dell’innamorato per infilarsi panni a lui più congeniali: quelli del persecutore.

Per un anno, dal maggio del 2019 al giugno del 2020, quando è stato posto agli arresti domiciliari, poi revocati, ha reso la vita impossibile alla sua ex fidanzata. Un vero accanimento dopo la scoperta che la donna aveva cominciato a frequentare un’altra persona. Accusato di stalking aggravato, l’uomo, 40 anni suonati da un po’, operatore sanitario, comparirà davanti al giudice il 15 dicembre.

L’ossessione per la donna, la sua arroganza e la sua aggressività, si erano in realtà già manifestate quando stavano ancora insieme, quando, ad esempio, dopo averle impostato le password della posta elettronica, si era fatto sorprendere a spiarle le mai. Lei portava a spasso il cane? E lui la pedinava, sospettando che fosse un pretesto per incontrare qualcuno.

Il cammino verso il precipizio è cominciato quando lei lo ha lasciato: avvicinava gli amici comuni cercando di carpire informazioni sulla nuova vita della ex, ed è arrivato perfino a raccontare che era una malata di mente. Stesse farneticazioni con i genitori di lei, a cui ha suggerito di far curare la figlia.

Un crescendo inarrestabile di appostamenti, pedinamenti e messaggi, all’oggetto della sua ossessione malata e a tutte le persone a lei vicine, con un’opera di distruzione chirurgica di quel poco d’affetto che poteva essere salvato. Schiavo di rabbia, impotenza, frustrazione e collera, non voleva perdere neanche una briciola di quello che credeva essere il suo potere.

«Ora vuole un pollo da spennare»: è arrivato a scrivere perfino al padre della figlia della donna. Per non parlare della persecuzione messa in atto verso il nuovo compagno, “il rivale”, coperto di insulti, delle incursioni sul luogo di lavoro dell’ex compagna, costretta a fuggire per non incontrarlo.

Per controllare cosa facesse in casa, spiandola dai vetri delle finestre, nel marzo dell’anno scorso ha anche violato il lockdown. Lei, ferita e spaventata, non è stata zitta e l’ha denunciato, più volte. L’uomo ora dovrà difendersi davanti ad un giudice.

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