«Gabbiano troppo rumorosa»: la protesta arriva in consiglio

La minoranza: segnalazioni continue dei residenti, il Comune deve intervenire. L’azienda: abbiamo investito per ridurre i disagi al minimo e siamo solo affittuari

CURTATONE (Levata). «Il polo logistico Gabbiano è rumoroso e i residenti di Levata protestano». Il gruppo di minoranza AdessoSì ha presentato una mozione sull’argomento che verrà discussa nel corso del consiglio comunale in programma venerdì.

Le lamentele dei cittadini non sono una novità, tanto che già un anno fa l’opposizione aveva chiesto al sindaco Carlo Bottani chiarimenti circa «la coerenza tra la compatibilità urbanistica dell’attività e le previsioni del Pgt e la mancanza di una valutazione degli impatti delle operazioni di carico e scarico merce».

La giunta aveva risposto che lo stabilimento non necessita di particolari autorizzazioni e che l’impatto acustico risultava minore della precedente attività di commercio alimentare all’ingrosso di via della Costituzione. «In buona sostanza – spiegano i consiglieri Francesco Galli ed Elena Molinari – ci era stato detto che qualche disagio per i cittadini è inevitabile e che comunque la Gabbiano avrebbe messo in campo alcune soluzioni per limitare i rumori». In particolare, nel corso di un incontro a cui avevano partecipato i residenti e una delegazione dell’amministrazione comunale, «era emersa la necessità di installare pareti in plexiglass nell’area interessata dalle operazioni di carico e scarico e in aggiunta la ditta si era impegnata a montare una barra mobile con apertura automatizzata, per impedire la sosta dei camion in prossimità del confine di proprietà con le abitazioni private e a stendere una resina sulla pavimentazione al fine di assorbire i rumori. Infine – dicono ancora i consiglieri di AdessoSì – su richiesta dei cittadini, era stato garantito il rispetto degli orari lavorativi dalle 8 alle 17.30 dal lunedì al venerdì di ogni settimana».

«Solo una parte degli accordi è stata rispettata – attaccano Galli e Molinari – Per esempio, il rispetto degli orari lavorativi viene puntualmente disatteso, con sosta a mezzo acceso ben oltre i limiti pattuiti, diversamente da quanto avviene nel caso simile del supermercato Tosano dove il rispetto degli orari viene garantito. La sbarra all’ingresso dello stabilimento è stata messa ma spesso rimane sollevata consentendo ai mezzi di sostare accanto alle case, mentre la resina stesa sulla pavimentazione ha sortito pochi effetti».

Di diverso avviso Andrea Dodi, amministratore delegato della Gabbiano: «Rispetto a quando ci siamo insediati, a metà 2020, il rumore è diminuito sensibilmente: possiamo dirlo con certezza perché abbiamo pagato apposite rilevazioni sull’inquinamento acustico. Sempre a nostre spese abbiamo installato la barra e le pedane in resina. Va però ricordato che non esiste azienda ad impatto zero e che al momento diamo lavoro a 12 persone, 8 in più rispetto a quando abbiamo aperto lo stabilimento. Per quanto riguarda il plexiglass, in realtà si era parlato di un intervento sul sottotetto per ridurre ulteriormente il rumore: abbiamo girato la richiesta ai proprietari dell’immobile, visto che noi siamo soltanto affittuari, e ci è stato risposto di no». 

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