Mantova, Marcegaglia onlus compie undici anni: aiuti per 2,5 milioni

Dal Poma al Rwanda i progetti sostenuti dalla Fondazione: sabato e domenica torna il suo temporary shop solidale in città

MANTOVA. Più di 2,5 milioni di euro erogati per progetti di cooperazione allo sviluppo socio-sanitario, scolastico e economico sociale; 120 donne accompagnate in percorsi di autonomia in Italia; 368 borse di studio finanziate in Italia e Rwanda; 10.806 famiglie sostenute in Rwanda: è con queste cifre che la Fondazione Marcegaglia Onlus ha da poco tagliato il traguardo dell’undicesimo anno di vita. Un bilancio di sfide vinte nei giorni in cui si prepara all’appuntamento con il temporary shop solidale “Un dono per Natale” che sabato 27 e domenica 28 novembre in via Roma vedrà in vendita alimentari, abbigliamento, accessori, calzature, prodotti di bellezza e design donati da oltre 60 aziende.

Costituita nel 2010 dalla famiglia Marcegaglia per dare «organicità – spiega il presidente del gruppo industriale Antonio Marcegaglia – a tutte le attività che si facevano per sostenere il territorio e aprirsi a obiettivi più ambiziosi», gli interventi della Fondazione hanno spaziato dall’India ad Haiti, dal Niger alla Sierra Leone fino al Rwanda senza dimenticare l’Italia con progetti rivolti a donne vittime di violenza e famiglie in difficoltà e nel 2020 a sostenere l’ospedale Carlo Poma con una donazione di 200mila euro per creare nuovi posti letto in terapia intensiva e per l’acquisto di apparecchiature in radiologia, lanciando poi una raccolta fondi internazionale che ha permesso di incrementare ancora il contributo all’ospedale.

«I nostri progetti – spiega Carolina Toso Marcegaglia, presidente della Fondazione – nascono dalla consapevolezza che per sconfiggere la povertà e il disagio sociale non basta finanziare, occorre creare le condizioni per uno sviluppo sostenibile: per questo la Fondazione ha sempre promosso interventi che fornissero conoscenze e strumenti per far crescere autonomia e capacità di emanciparsi». Diverse le iniziative già in cantiere per il futuro rivolte al recupero degli uomini violenti, allo sviluppo della microimprenditoralità femminile e al rilancio del settore siderurgico come occasione di crescita per le donne.

«La Fondazione è stata antesignana nel favorire la crescita sociale e culturale delle donne, soprattutto di quelle in condizioni di svantaggio – conclude Emma Marcegaglia, vicepresidente del gruppo – promuovere il ruolo delle donne nella società e nel mercato del lavoro è essenziale se vogliamo raggiungere uno sviluppo che sia davvero inclusivo».

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