“Questo non è amore” 2021: la polizia di Stato contro la violenza sulle donne

#aiutiamoledonneadifendersi 25 Novembre, in Piazza Mantegna 

MANTOVA. Alla vigilia della Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne, alla presenza del Ministro dell’Interno e del Capo della Polizia, Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, verrà presentata a Catania la 5ª edizione della brochure “Questo non è amore”, nell’ambito della campagna nazionale permanente finalizzata a prevenire la violenza di genere.

Con la brochure “QUESTO NON È AMORE”, elaborata dalla Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato e che verrà distribuita domattina in Piazza Mantegna a tutti coloro che vorranno visitare il gazebo allestito dalla Questura di Mantova, dalla Croce Rossa Italiana e dalla Protezione Civile della nostra Provincia, si vuole offrire alla cittadinanza un servizio di informazione, sensibilizzazione ed aiuto sui temi del contrasto alla violenza di genere, finalizzato alla emersione del “sommerso” e con l’obiettivo di aiutare le donne a difendersi da violenze fisiche, psicologiche, verbali ed economiche. Con questo progetto la Polizia di Stato rinnova il proprio impegno a sensibilizzare, in modo semplice e lineare, le vittime di violenza, nella convinzione che la lettura delle storie raccontate nella brochure, purtroppo tutte vere, rappresenti uno stimolo a chiedere aiuto e a denunciare. Sono 89 al giorno, infatti, le donne vittime di reati di genere che si contano in Italia, secondo le segnalazioni raccolte dalle Divisioni Anticrimine delle Questure; nel 62% di casi si tratta di maltrattamenti in famiglia.

Il tasso più alto di donne che si rivolgono alle Forze dell’Ordine per le richieste di ammonimento si registra nelle Regioni del sud, in particolare in Sicilia; e proprio da questa Regione, da Catania, città scossa nel recente passato da alcuni gravi episodi di femminicidio, che è necessario dire basta! Grazie alle iniziative già realizzate dalla Polizia di Stato sul campo della prevenzione, è stato possibile registrare una leggera diminuzione dell’andamento degli omicidi di donne rispetto agli omicidi in genere: se nel periodo gennaio-agosto 2020 le donne vittime di femminicidio erano il 48% di tutte quelle uccise, nell’analogo periodo del 2021 l’indice scende al 41%. Nel 72% dei casi l’autore è il marito o l’ex marito; in 1 caso su 2 ha usato un’arma da taglio; il 70% delle vittime erano italiane. Sale il dato delle donne che lasciano figli piccoli: nel gennaio-agosto 2020 era del 25%, mentre nell’analogo periodo del 2021 del 31% è del 40% se si considerano gli omicidi commessi fino alla data della pubblicazione della brochure. Sul fronte della prevenzione continua ad essere l’Ammonimento del Questore il provvedimento più efficace: secondo il Direttore Centrale Anticrimine, Prefetto Francesco Messina, “La sfida contro il femminicidio si gioca esclusivamente nel campo della prevenzione”, ed infatti l'intervento repressivo, ovvero l’arresto di chi arriva a compiere un atto del genere, assume un valore del tutto relativo poiché avviene laddove gli strumenti preventivi non abbiano avuto efficacia. Mentre, come si è detto, il numero più alto di ammonimenti per atti persecutori si registra al Sud, quello degli ammonimenti per violenza domestica, invece, appare preponderante nelle Regioni del Nord Italia.

Aumenta di poco il numero delle recidive nei casi di violenza domestica: i soggetti denunciati successivamente all’irrogazione dell’Ammonimento passano dal 7% al 9%; diminuiscono sensibilmente invece le recidive per atti persecutori: dall’11% al 6%. Nel 49% dei casi i soggetti ammoniti, sia per stalking che per violenza domestica, vivono o hanno vissuto con la vittima. Un importante ed efficace percorso di recupero predisposto per gli uomini maltrattanti, per coloro che agiscono violenza senza ancora sfociare in un reato più grave che richiede un intervento di polizia giudiziaria, è rappresentato dal “PROTOCOLLO ZEUS”, che vede quella di Mantova una delle prime Questure in Italia ad averlo sottoscritto: esso indica un percorso utile per uscire dal ciclo della violenza, una strada efficace per gestire la rabbia sfociata in violenza. La Polizia di Stato rappresenta, in questo senso, uno snodo fondamentale di una rete composta da Istituzioni, Enti locali, Centri antiviolenza ed Associazioni di volontariato che si impegnano ogni giorno per affermare un’autentica parità di genere, contro stereotipi e pregiudizi. In un periodo storico caratterizzato da emergenze che hanno segnato la storia di tutto il mondo, la Polizia di Stato ha adattato il suo approccio operativo attualizzandolo con nuovi strumenti tecnologici, come l’app YouPol, in grado di dare un supporto alle vittime ed ai testimoni di atti di violenza domestica per chiedere aiuto. Questa app tuttavia non sostituisce – per i casi gravi – la chiamata al Numero di Emergenza Unico Europeo 112 e/o 113, soprattutto nei casi dipericolo imminente. 24 ore su 24 e per 365 giorni all’anno, questo numero è sempre attivo. Spesso il primo passo è il più difficile: la paura di essere giudicate, la vergogna di raccontare dettagli della propria vita privata, il timore di rimanere sole. A volte però basta solo una spalla a cui appoggiarsi, qualcuno con cui parlare, una rete di sostegno indispensabile per iniziare un nuovo percorso di vita libero dalla violenza e dal dolore.

La campagna “QUESTO NON E’ AMORE” non si ferma al 25 novembre, poiché è fondamentale che l’azione di prevenzione e di informazione sia portata avanti costantemente, tutto l’anno: la Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato, infatti, coordina a livello nazionale il Progetto “Camper”, nel cui contesto équipe multidisciplinari composte da Funzionari di Polizia, medici, psicologi, rappresentanti di Centri antiviolenza e ad altre Istituzioni ed Associazioni impegnate su questi temi distribuiscono la brochure nelle piazze, mettendo a disposizione le proprie competenze per aiutare le donne a sentirsi meno sole ed a liberarsi di violenze e sopraffazioni, a volte nascoste e vissute in solitudine. #essercisempre è un impegno costante perché, come affermato dal Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza Prefetto Lamberto Giannini, “il silenzio aiuta l’aguzzino, mai la vittima”.

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