Cattivi odori vicino alle case: i nasi si rimettono all’opera

Nuova indagine olfattiva in alcune zone a ridosso del centro storico. Sotto i riflettori una piccola area industriale. La scorsa estate molte lamentele

CASTIGLIONE DELLE STIVIERE. Il Comune commissiona un’indagine olfattiva per certificare la fonte dei cattivi odori che, da mesi, sono stati più volte segnalati in alcune vie a ridosso del centro storico del paese.

Nel corso dell’estate gli abitanti delle vie Mazzini (vicino all’incrocio con via Zanardelli e via Gnutti), Tasso e Petrarca avevano lamentato la presenza di cattivi odori. Nelle notti estive le segnalazioni, praticamente quotidiane, erano per olezzi acidi, in alcuni casi simili a odori chimici. Solitamente venivano rilevate di notte e alle prime luci dell’alba.

Già allora l’amministrazione si era impegnata a far chiarezza e a cercare di capire quale fosse la fonte. L’area in questione è una piccola zona industriale (rispetto a quella tradizionale che si trova al confine con il territorio bresciano) e vi hanno sede varie attività. Al termine, però, di quell’area si apre subito anche la campagna con terreni che vengono coltivati e, dunque, arati e concimati secondo i ritmi delle varie lavorazioni.

Insomma, ad oggi, non è ancora stato possibile con chiarezza certificare la fonte di quei cattivi odori. Ora l’indagine olfattiva avrà proprio questo compito, «quello di aiutarci a certificare le frequenze e la fonte di questi cattivi odori. Una procedura necessaria che era già stata utilizzata nel recente passato per un’altra questione di cattivi odori». A parlare è il vicesindaco AndreaDara, che ricorda così che questa è la seconda indagine olfattiva che il Comune mette in campo. La prima fu realizzata in sinergia con il Comuni di Lonato e Desenzano del Garda. L’area in questione era molto più vasta e riguardava la zona di confine fra i tre comuni dove si segnalavano cattivi odori che, in alcune giornate, arrivavano anche nel centro storico del paese. I dati definitivi, raccolti da 20 “nasisti”, e cioè gli operatori addetti ad annusare e descrivere quei miasmi, arrivarono all’alba del primo lockdown e furono resi pubblici in parte la scorsa primavera.

Tuttavia, il comune di Lonato non rese mai noti i tre nomi delle realtà certificate come produttrici di quei cattivi odori, ma queste vennero incontrate e con loro vennero concordati gli interventi. Il risultato è stato ottenuto perché, da alcuni mesi, di quei cattivi odori non c’è più traccia nella zona al confine con i tre comuni. Importante, per quell’operazione, fu anche l’azione di segnalazione dei cittadini e l’opera del Comitato Campagnoli. Nella nuova indagine di Castiglione, «anch’essa realizzata come quella del recente passato», conferma Dara, sono state fondamentali le segnalazioni dei cittadini, che via stampa, via social e alle forze dell’ordine, hanno sempre fatto presente le zone, gli orari e i tipi di odori.

La finalità di questa indagine è che porti a risultati concreti e che possa quindi contribuire a certificare la fonte dei cattivi odori così da poter intervenire, com’è successo sul territorio di Lonato, per evitare che questi continuino a essere di fastidio alle molte famiglie che si trovano in quella zona.

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