Dibattito sulla centrale: convegno con Costani e Fridays for Future

La conferenza si terrà venerdì 26 novembre alle 20.30 nella sala Isabella d’Este in via Giulio Romano 13 a Mantova (green pass obbligatorio)

OSTIGLIA. La vicenda del potenziamento della centrale termoelettrica di Ostiglia, proposta dal gestore Ep produzione, dopo essere stata affrontata localmente approda ora nel capoluogo. A portarla è il comitato Cittadini per l’Ambiente di Ostiglia che ha organizzato una conferenza venerdì 26 novembre alle 20.30 nella sala Isabella d’Este, in via Giulio Romano 13 a Mantova (green pass obbligatorio).

Sul tema “No al nuovo turbogas” a Ostiglia i relatori saranno l’ingegner Fabio Benazzi, esperto in sistemi industriali, e la dottoressa Gloria Costani, presidente di Isde Mantova (Medici per l’ambiente) e consigliere comunale di opposizione nel capoluogo con la lista Salute, Ambiente e Futuro. «Nella serata saranno esposte le motivazioni del no al nuovo turbogas, le condizioni ambientali molto compromesse del nostro territorio e i risvolti sanitari negativi dovuti al forte inquinamento» preannuncia Alessandro Incorvaia del comitato ostigliese.

Sarà anche un’occasione per aggiornare sul ricorso al Tar del Lazio, presentato dal comitato il 27 ottobre scorso tramite i propri legali. Un ricorso che si oppone al decreto ministeriale del 12 agosto scorso che ha espresso giudizio positivo di compatibilità ambientale (Via) al nuovo turbogas, un gruppo produttivo da 923 megawatt che sorgerebbe a circa un chilometro di distanza dall’area storica della centrale.

«Cogliamo l’occasione per ricordare la raccolta fondi promossa dal nostro comitato per sostenere economicamente le ingenti spese legali per il ricorso al Tar contro un progetto che risulta alquanto illogico dal punto di vista della transizione ecologica. Ma i soldi serviranno anche per altre spese per azioni che si vorranno intraprendere» ricorda ancora Incorvaia.

Presente in sala una rappresentanza di Fridays for Future, movimento che ricorda come «con l’ampliamento le emissioni di ossidi d’azoto raddoppierebbero». Dopo le relazioni ci sarà spazio per il dibattito e per chiarire gli aspetti preoccupanti in uno scenario ambientale già molto provato.

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