Intesa San Paolo: un patto per aiutare l’export vitivinicolo

Il protocollo siglato con Ascovilo è diventato operativo per dare una risposta al calo delle vendite per la pandemia

MANTOVA. Supporto all’internazionalizzazione e allo sviluppo dell’export e definizione di un tavolo di lavoro per studiare e analizzare la filiera lombarda del vino. Questi i primi passi del protocollo tra Ascovilo (Associazione dei consorzi vitivinicoli lombardi) e Intesa San Paolo firmato durante il Vinitaly e divenuto operativo. La filosofia alla base dell’accordo è: la crescita sostenibile va stimolata a finanziata.

Nel Mantovano, secondo l’analisi del Consorzio riportata dal Rapporto economico provinciale della Camera di commercio, nel 2020 la contrazione del fatturato è stimata tra il 30% ed il 70% a seconda della tipologia: maggiore per i vini dei Colli, minore per il lambrusco. Le aziende hanno patito la chiusura della ristorazione e il forte calo del turismo, in particolare del bacino del Garda, mentre il lambrusco ha risentito meno della crisi anche grazie alla grande distribuzione. Non è andata meglio nel resto del Paese e in Lombardia: da un’analisi della Direzione studi e ricerche di Intesa emerge che l’export di vino italiano ha totalizzato circa 6,3 miliardi nel 2020, in contrazione del 2,2% rispetto al 2019. Le esportazioni di vino in Lombardia evidenziano, invece, una contrazione nel 2020 pari all’11,7%.

Nei primi sei mesi del 2021 qualcosa di buono si è mosso, ma le esportazioni di vino lombardo non hanno ancora recuperato i livelli pre- covid (-7,3%). Per sostenere e ridare slancio al comparto, la Direzione Agribusiness della banca ha messo a disposizione risorse e servizi. Gli obiettivi sono due: proporsi come interlocutore qualificato per accompagnare i vitivinicoltori nelle varie fasi di sviluppo aziendale e sostenere investimenti che promuovano nuovi progetti imprenditoriali.

L’accordo prevede anche l’accesso delle aziende associate al “pegno rotativo sui vini Doc”, una soluzione finanziaria di Intesa che consente di valutare le scorte di vino da affinamento e di convertirle in garanzie. «Al centro mettiamo la sostenibilità e l’economia circolare nella filiera vitivinicola lombarda - ha detto Giovanna Prandini, presidente di Ascovilo, durante la presentazione del progetto - spingendo il supporto alla promozione e formazione in collaborazione con il mondo universitario e gli istituti tecnici superiori».

«Siamo molto soddisfatti di aver intrapreso con Ascovilo un percorso condiviso a beneficio della filiera vitivinicola lombarda - ha aggiunto Renzo Simonato, responsabile della Direzione Agribusiness di Intesa Sanpaolo - È una collaborazione in cui mettiamo a servizio delle imprese importanti competenze nell’ambito dell’internazionalizzazione, della sostenibilità e dell’economia circolare, oltre a servizi finanziari dedicati». Dell’associazione Ascovilo, nata nel 1977 per tutelare i vini Doc, Docg e Igt della Lombardia, fanno parte il Consorzio vini mantovani, che a sua volta conta una ventina di aziende tra colline e zona del lambrusco, e il consorzio Garda Doc, che sulle colline mantovane può vantare circa 500 ettari di vitigni.

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

1€/mese per 3 mesi, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

La Gazzetta in campo - La pallavolo

La guida allo shopping del Gruppo Gedi