Oltre 560 i mantovani sabato in piazza a Milano: «Cambiate la manovra»

MANTOVA. Trecento con la Cgil, più di 160 con la Cisl, 108 con la Uil: sono oltre 560 i mantovani che sabato mattina manifestano a Milano contro “Una manovra inadeguata”. La Camera del lavoro ha organizzato tre pullman per i suoi iscritti a cui si aggiungono quelli che si spostano in treno da Mantova piuttosto che da Desenzano e da Peschiera. Pullman, treno e auto anche per la Cisl Asse del Po e la Uil fa sapere che i suoi 108 raggiungeranno il capoluogo lombardo con il treno in partenza alle 6.42 da piazza don Leoni o con quello delle 7.09 da Desenzano per chi si sposta dall’Alto Mantovano.

Alle 9.30 tutti all’Arco della Pace di piazza Sempione dove sono previsti gli interventi di delegati e attivisti sindacali, di Domenico Proietti della segreteria nazionale Uil, di Ignazio Ganga della segreteria nazionale Cisl e le conclusioni di Tania Scacchetti della segreteria nazionale della Cgil. Oggi quindi lavoratori e pensionati tornano in piazza a Milano come a Roma con i sindacati sempre più decisi ad andare avanti con la mobilitazione nazionale per modificare le misure previste nella bozza della manovra finanziaria dopo che il compromesso trovato giovedì tra governo e maggioranza sul taglio delle imposte «non tiene conto delle nostre richieste». E l’elenco è lungo: riduzione delle tasse a lavoratori e pensionati, incremento delle risorse e introduzione dei livelli essenziali nella legge sulla non autosufficienza, contrasto alla povertà migliorando il reddito di cittadinanza e potenziando le politiche di inclusione, risoluzione delle tante crisi aziendali ferme da troppo tempo al Mise, investimenti per creare buona occupazione, ammortizzatori sociali universali, contrasto alla precarietà, rilancio delle assunzioni nei settori pubblici a partire da scuola e sanità, no a quota 102, pensione di garanzia per i giovani, più sostegno a donne e disoccupati, possibilità di pensione a 62 anni o con 41 anni di contributi, migliorare opzione donna e rafforzare l’Ape sociale estendendo la platea di lavori gravosi e usuranti.m.v.

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