Alla Provincia di Mantova 12 milioni per bonificare il Sisma. Indagine ambientale al via

La campagna per trovare il mercurio nei terreni e nelle acque dei laghi si farà l’anno prossimo. Seguirà il progetto di risanamento per i lavori che dovranno concludersi nel 2024

MANTOVA. Dopo il Comune di Mantova anche la Provincia è pronta a utilizzare i soldi stanziati dalla Regione per le bonifiche dei 1.030 ettari di terreno e acqua attorno al petrolchimico. Il Pirellone, nei giorni scorsi, ha notificato a Palazzo di Bagno il decreto con cui stanzia 12 milioni 458mila euro previsti dall’accordo di programma sul Sito di interesse nazionale sottoscritto nel febbraio scorso con ministero della Transizione ecologica, Regione, Arpa, Ats Valpadana, Parco del Mincio e Comuni di Mantova, San Giorgio Bigarello e Borgo Virgilio.

Si tratta della parte più cospicua dei 18 milioni 193mila 90 euro messi a disposizione dalle aziende responsabili della contaminazione (12 milioni di Edison) e dal ministero per il risanamento dei laghi e dei terreni attorno al petrolchimico, che serviranno per intervenire sul canale Sisma. È il canale che ha scaricato, e tuttora scarica (nel rispetto dei parametri di legge), dallo stabilimento Versalis le acque di processo e quelle di raffreddamento direttamente nei laghi. Nei sedimenti del Sisma rimane una contaminazione per la quale è stata individuata come responsabile la ex Montedison, che ha concluso con il ministero una transazione rendendo disponibili 12 milioni di euro per il risanamento.

La Provincia, nell’accordo di programma, è stata indicata come soggetto attuatore di diversi e complessi interventi: oltre al risanamento del cavo Sisma, dovrà realizzare anche una campagna di “speciazione” del mercurio ancora presente nei sedimenti dei laghi, con approfondimento della caratterizzazione e conseguente eventuale progettazione preliminare degli interventi di risanamento, in particolare nel tratto fluviale del basso Mincio. In pratica, dovranno essere individuate le varie forme di mercurio presenti nei sedimenti contaminati (diverse in base al particolare ciclo produttivo a cui sono legate): la tossicità di quel metallo pesante dipende, infatti, dalle forme chimiche in cui si presenta.

Il cronoprogramma dei lavori è molto serrato visto che tutti i lavori di bonifica dovrebbero concludersi entro il 2024. Per questo, per l’anno prossimo la Provincia dovrà avviare le indagini sul canale Sisma, propedeutiche alla redazione del progetto di bonifica e messa in sicurezza (durante le operazioni di decontaminazione o permanente) e la predisposizione di un piano di caratterizzazione sui sedimenti del lago del basso Mincio.

La Provincia è stata individuata dalla legge come l’ente che ha il compito di individuare i responsabili dell’inquinamento del Sin; il suo lavoro in questa direzione, finora, ha dato risultati tangibili tanto che molti degli interventi di bonifica verranno realizzati dalle aziende ritenute responsabili della contaminazione di terreni e acque, oppure finanziati dalle stesse aziende e realizzati dagli enti, dopo la precisa attività di indagine di Palazzo di Bagno. Attività che ha resistito anche all’urto di Tar e Consiglio di Stato. All’insegna del principio «chi inquina, paga». 

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