Avanti col depuratore del Garda: parola del ministro

all rights reserved

Via libera al Commissario per Gavardo-Montichiari.Già avviato l’iter del progetto definitivo: lavori dal 2023

MANTOVA. Il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani ha ribadito personalmente al prefetto di Brescia Attilio Visconti la bontà del progetto di depurazione del Garda avviato. Progetto che prevede di dismettere la condotta posata sul fondo del lago che trasferisce gli scarichi fognari della sponda bresciana su quella opposta, dove esiste al momento un unico depuratore, quello di Peschiera, che rilascia le acque depurate nel Mincio.

Tenendo separata la depurazione delle due sponde, quella occidentale sarà servita da due nuovi impianti, uno a Gavardo per il medio lago ed uno a Montichiari per il basso lago, che recapiteranno gli scarichi depurati nel Chiese.

La discesa a Roma del prefetto, nominato lo scorso anno dal governo “Commissario per la depurazione del Garda” è seguita a una posizione dell’Unione europea che è stata interpretata da molti come una bocciatura del progetto. È dovuta intervenire personalmente la proponente dell'interrogazione, l'europarlamentare Eleonora Evi (Europa Verde) per chiarire che l’Ue non interviene con giudizi sui progetti in atto, ma valuta la situazione generale. E quella del Garda, dicono gli eurocrati, necessita di una soluzione di depurazione la più veloce possibile, visto che il termine imposto era il 2027. Al momento la proposta in grado di tagliare per prima il traguardo è Gavardo-Montichiari, la cui conclusione è prevista fra 2026 e 2027 mentre l’alternativa (unico depuratore a Lonato) necessita di tre anni di più.

L’incontro con il ministro a Roma di Visconti è stato «improntato - come spiega una nota - a rimarcare con forza la necessità di avviare un piano di compensi per i territori che ospiteranno nei prossimi anni non solo i lavori di costruzione dei depuratori ma poi le strutture definitive. Particolare attenzione il prefetto l’ha dedicata alla situazione del fiume Chiese che il commissario considera essere uno dei fiumi più rilevanti e strategici della nazione, tenuto conto che sarà la struttura che garantirà la continua salubrità del lago di Garda». Incassato l’ok del ministro, Visconti ha subito convocato il tavolo tecnico attraverso il quale stringere i tempi del cronoprogramma che prevede di affidare a gennaio gli incarichi tecnici e di impatto ambientale in modo da avere pronti i dossier ad ottobre e avviare i cantieri nel 2023 per concluderli dopo circa 3 anni.

Video del giorno

Elezioni 2022: chi sono i sei aspiranti candidati mantovani di Forza Italia

La guida allo shopping del Gruppo Gedi