Centro diurno chiuso. Le minoranze chiedono quando tornerà attivo

La struttura per gli anziani legata alla Rsa Grassi era stata fermata per pandemia Ora gli spazi sono utilizzati per le visite dei parenti

VIADANA . «Quando riaprirà il Centro diurno per gli anziani?». Lo domandano i consiglieri comunali Roberta Alberini (gruppo Viadana Democratica), Fabrizia Zaffanella, Benedetta Boni (ioCambio) e Adriano Saccani (Uniti per Viadana), che invitano il sindaco Nicola Cavatorta a esercitare le sue funzioni di massima autorità sanitaria locale e di “controllore” della Fondazione Grassi.

L’attività del Centro diurno era stata a suo tempo sospesa per motivi di sicurezza sanitaria. L’istituto geriatrico Grassi è stato colpito con violenza dalla pandemia: solo nel 1° quadrimestre 2020 si erano registrati ben 32 decessi tra gli ospiti, oltre a numerosi contagi tra gli operatori; e la sospensione del Centro diurno e lo stop ai nuovi ingressi avevano generato una sensibile riduzione delle entrate. Per evitare pesanti ripercussioni sulle rette di degenza, consiglio e amministrazione comunali avevano condiviso la decisione di erogare alla Fondazione un contributo pubblico una tantum da 80mila euro. «Nel 2021 – sottolineano però gli esponenti dell’opposizione – la situazione sanitaria, anche grazie alle vaccinazioni, e quella finanziaria sono di gran lunga migliorate. Ciò nonostante, a differenza dei Comuni limitrofi, il Diurno deve ancora ripartire: un servizio in meno per la popolazione, e un ostacolo all’aumento del fatturato».

Gli spazi un tempo dedicati al Diurno, al momento sono adibiti alle visite dei parenti. «Ma la struttura – puntualizzano i consiglieri – avrebbe potuto individuare altri spazi». «È da notare – aggiunge la Alberini – che, negli ultimi due anni e mezzo, il numero di infermiere e Oss si è sensibilmente ridotto, a seguito di un certo numero di dimissioni motivate da politiche di gestione del personale che le maestranze hanno probabilmente ritenuto troppo aggressive. Conseguenza? L’erogazione del servizio diurno non può essere garantita, e un’attenta sorveglianza notturna risulta quasi compromessa». I consiglieri chiedono l’impegno del sindaco: «Visto che i membri del cda della Grassi li nomina lui, e in considerazione del contributo comunale assegnato alla Fondazione, è opportuno che metta in atto azioni finalizzate alla riapertura del Diurno». 

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