Cimitero di Suzzara, dopo i ladri arrivano i danni provocati dalle nutrie

Alcuni cittadini si sono accorti che sulle lapidi dei propri cari, da qualche tempo, sono presenti escrementi oltre a vasi di fiori completamente rosicchiati con petali sparsi in tutta l'area della tomba.

SUZZARA. Non bastavano i ladri a far sparire dalle tombe i fiori depositati dai familiari al cimitero di Suzzara, ora ci pensano le nutrie. Alcuni cittadini si sono accorti che sulle lapidi dei propri cari, da qualche tempo, sono presenti escrementi oltre a vasi di fiori completamente rosicchiati con petali sparsi in tutta l'area della tomba.

La pericolosità delle nutrie è ormai nota per i danni provocati nei raccolti oltre a costituire un fattore di grande minaccia per la stabilità delle sponde e degli argini dei canali consortili in quanto nidifica nelle sponde dei canali creando grosse e pericolose voragini. Ma vedere il cimitero di Suzzara invaso, in alcune zone, da nutrie con decine di tombe piene di escrementi e di fiori divorati ha veramente fatto perdere la pazienza ai cittadini che hanno subito protestato nei confronti di Tea che gestisce i servizi cimiteriali e del Comune di Suzzara.

Sembre che l'insofferenza della gente abbia raggiunto il punto più alto: questi animali oltre a divorare fiori, sporcare le tombe scavano anche tunnel nei tumuli. «È inaccettabile – ha detto una signora - che per tutelare questi animali, non si pensi al dispiacere di tante persone che vengono a commemorare i propri cari e si trovano le tombe ridotte in stato pietoso. Non è possibile che questo storico cimitero sia diventato terra di conquista delle nutrie».

Il vicesindaco di Suzzara, Tazio Tirelli, getta acqua sul fuoco: «Conosciamo la situazione e ci siamo già attivati come ufficio ambiente, in collaborazione con il gestore, per sistemare alcune trappole nei punti in cui entrano le nutrie. Ne abbiamo già catturate un paio. Terremo monitorata la situazione per prevenire ulteriori danni, ma soprattutto per evitare la spiacevole situazione che alcuni cittadini ci hanno segnalato».

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