Caso Valcart, Comune di Marmirolo e azienda: «Gli scarti plastici non sono un pericolo»

Galeotti e impresa sul capannone di via Tagliamento: «Nessun rischio di incendio, tutto in regola con i permessi»

MARMIROLO. Alla vigilia del consiglio comunale di martedì 30 novembre, alle 18,  in cui si discuterà anche del caso Valcart, ovvero del capannone di via Tagliamento preso in affitto dall’azienda bergamasca Valcart che vi sta depositando materiali plastici derivanti dallo smaltimento di vecchi contatori dell’Enel, dal sindaco e dalla stessa Valcart arrivano rassicurazioni: «Non ci sono pericoli», hanno detto in una conferenza stampa online.

Tutto nasce dal fatto che nei giorni scorsi il gruppo di minoranza guidato da Roberta Gaburri ha sollevato il caso, chiedendo attraverso un’interpellanza di conoscere quale tipo di materiale sia stoccato nello stabile, se sia vero che è infiammabile, e se il capannone sia a norma con i permessi, in particolare sul fronte della prevenzione incendi. Inoltre, chiede rassicurazioni sul fatto che ci sia attività in corso, e non si tratti quindi di rifiuti in abbandono. Già nel 2019 il gruppo consiliare aveva chiesto per la prima volta chiarimenti.

Ora, dunque la replica. Per primo  ha preso la parola il sindaco Paolo Galeotti: «In questi giorni sono circolate informazioni allarmati, si è parlato di un deposito di rifiuti, di una discarica, ma le cose non stanno così. Intanto diciamo che quello di via Tagliamento 2 è un deposito in regola, già dai primi mesi del 2020, con i permessi. Dopo un’ordinanza della fine del 2019, sono stati eseguiti alcuni lavori necessari conseguendo prima l’agibilità e poi il certificato di prevenzione incendi. Poi non si tratta affatto di rifiuti, ma di materie prime secondarie, ovvero di materie plastiche di recupero, pronte per essere riutilizzate nell’ambito di un grande progetto di economia circolare».

È stato poi Sergio Bava, responsabile tecnico della Valcart, a spiegare l’operazione in corso. Intanto ha precisato che il capannone in questione resta di proprietà della Igap di Viadana, una ditta che oggi gestisce l’ex Grand Soleil di Canneto, ditta di arredi da giardino, e che aveva dato in affitto lo stabile alla Valcart proprio per un progetto di produzione di sedie in plastica.

Ma quello che la Valcart ora ha in progetto è altro. Si tratta dell’ambizioso piano di sostituzione massiva di 36 milioni di contatori elettrici di vecchia generazione: «Enel ce li cede come rifiuti, noi con le nostre attrezzature riusciamo a dividere la materie prime, e con gli stessi materiali si creano i nuovi contatori, con un riciclo del 100%». Un progetto che è stato pluripremiato, e che avrebbe dovuto proseguire fino al 2024 ma, complice la crisi dei microchip, dovrebbe prolungarsi almeno fino al 2026.

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