Il raddoppio ferroviario «epocale e prioritario»: ok unanime dell’aula

MANTOVA. Tutti insieme, maggioranza e opposizione, per dar forza alla richiesta di avere al più presto il raddoppio della linea Mantova-Piadena che collegherebbe più velocemente la città virgiliana a Milano, aprendo scenari di sviluppo socio-economico. Il consiglio comunale, ieri, ha approvato all’unanimità la mozione presentata dal capogruppo di Italia Viva, Fabio Madella, su quell’opera definita «epocale e prioritaria» per il Mantovano: «Siamo tutti chiamati – è stato l’appello del renziano all’aula – a sottolineare l’importanza strategica del raddoppio in modo che il Comune possa sostenerla in tutte le sedi». In tutti gli interventi, sia dei consiglieri di centro destra che di quelli di centro sinistra, è stato sottolineato il medesimo concetto: si vada avanti su un’opera che gode di un finanziamento di 515 milioni e che è inserita dal Governo tra le 57 da realizzare. Squassabia (lista Palazzi): «Raggiungere Milano velocemente significherebbe concedere ai mantovani l’opportunità di lavorare là, tornando poi a casa alla sera». Grazioli (Mantua-Psi): «Il raddoppio è prioritario, ma non scordiamoci delle altre opere di cui abbiamo bisogno come l’Asse sud e il completamento del sistema tangenziale».

Sulla stessa lunghezza d’onda Anceschi della Lega, che ha ricordato come la Regione abbia investito molto per migliorare la flotta dei treni sulla Milano-Mantova, «ma voteremo la mozione perché abbiamo bisogno di quell’opera». Bene anche per i dem Rosignoli e Bonaffini: «Una mozione che non si può non votare» hanno sottolineato. «È da anni che chiediamo il raddoppio – ha detto il capogruppo di Forza Italia, Baschieri – ma Mantova è fuori dall’alta velocità, per cui bisognerebbe anche migliorare i collegamenti con Verona e Reggio Emilia». Ha rischiato, però, di rompere il clima idilliaco che si era creato tra maggioranza e opposizione, accusando il sindaco di non aver dato seguito al protocollo del 2018 per la soppressione della linea Mantova-Monselice.

Palazzi ha replicato ricordando che «grazie a quel protocollo abbiamo ottenuto che Rfi redigesse lo studio di fattibilità per costruire i sottopassi di Porta Cerese e Gambarara; inoltre, farà quello davanti alla stazione. E prima ci aveva dato il collegamento diretto con Roma. Prima di me mai nessuno aveva ottenuto così tanto da Rfi. Piuttosto, è la Regione che non ha dato seguito alla nostra proposta di coinvolgere Veneto e Emilia per migliorare i collegamenti ferroviari con Verona: con 1,8 milioni all’anno avremmo due coppie di treni che ci collegherebbero in ventuno minuti. Come non ha dato un soldo per il raddoppio».

Le minoranze hanno reagito, senza affondare il colpo. Rossi (Mantova ideale): «Il sindaco è in perenne campagna elettorale». Anceschi: «La Lombardia è la Regione che traina questo paese e deve avere presto l’autonomia». Passata, invece, a maggioranza la variazione di bilancio da 25 milioni di euro (di cui 600mila euro all’Aspef): a favore ha votato il centro sinistra più Costani, mentre il centrodestra si è astenuto.

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