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La denuncia di una mamma mantovana: «Noi, condannati alla Dad in attesa di un tampone»

«Vincolati alla prenotazione dell’Ats, che non accetta i test rapidi fatti in farmacia. Perché?»

MANTOVA. La lamentela rimbalza da una scuola elementare dell’hinterland, ma dà voce a un malumore diffuso in tutta la provincia, dove si moltiplicano i casi di studenti in quarantena. Con tutta la scia di disagi accessori per chi ha figli ancora troppo piccoli per gestirsi in autonomia: la didattica a distanza chiama lo smart working, ma se il tipo di lavoro non lo consente, ai genitori tocca pagare la baby sitter o prendersi le ferie.

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