Crescono i contagi nelle scuole mantovane: a Castiglione trentuno positivi

Le classi interessate sono una dozzina: diciannove infettati solo alle elementari. Il dietrofront del governo: niente didattica a distanza con un solo caso in classe

Crescono ancora i contagi da Covid nelle scuole mantovane. Già giovedì 25 novembre il report dell’Ats sulla circolazione del virus negli istituti scolastici della provincia di Mantova aveva evidenziato il raddoppio dei casi rispetto ai primi di novembre, con il passaggio da 43 a 91 contagi. Fermo restando che la situazione non è neanche lontanamente paragonabile allo stesso periodo dell’anno scorso, quando i positivi nelle scuole erano il triplo, è comunque da registrare un incremento dei numeri nel corso degli ultimi giorni.

A farne le spese sono soprattutto le scuole di Castiglione delle Stiviere, dove attualmente i positivi sono 31, così suddivisi: 19 casi da 6 a 11 anni, sette casi da 12 a 14 anni e cinque casi da 15 a 19 anni. Le classi interessate sono una dozzina.

Del resto anche i recenti report sulla situazione epidemiologica nell’aerea dell’Ats Val Padana (Mantova e Cremona) hanno segnalato che la metà dei contagiati è sotto i 44 anni, con una notevole incidenza tra i minorenni. A Castiglione delle Stiviere l’Ats continuerà il monitoraggio con i test salivari negli istituti sentinella, ma dagli uffici di Dosso del Corso fanno sapere che l’adesione da parte della famiglie è piuttosto bassa.

Scuole comunque senza pace, visto che nel giro di ventiquattr’ore il governo ha cambiato idea sulla quarantena, imposta anche in presenza di un solo caso di positività in una classe. Che cosa è successo? Di fatto due circolari in poche ore. Ora con un positivo in classe non si torna più in Dad. Lunedì la circolare congiunta Salute-Istruzione che, in ragione dell'aumento dei contagi e delle difficoltà nel tracciamento, sospendeva il programma di «sorveglianza con testing» in vigore da appena tre settimane. Poi ieri lo stop, con l'intervento di palazzo Chigi che ha avocato a sé l'operazione dopo un approfondimento con il Cts e con il commissario all'emergenza Figliuolo, che ha garantito supporto per il tracciamento. Le regole restano dunque quelle in vigore: tutta la classe andrà automaticamente in quarantena se ci sono almeno tre positivi.

«Non ci sarà alcun ritorno in Dad in caso di presenza di un solo alunno contagiato» hanno precisato fonti di governo, e parallelamente la struttura del commissario straordinario Francesco Figliuolo «intensificherà le attività di testing nelle scuole, al fine di potenziare il tracciamento», poiché «garantire la partecipazione in presenza e lo svolgimento delle lezioni a scuola in assoluta sicurezza è una priorità del Governo». La circolare firmata lunedì prendeva atto del peggioramento del quadro dell'epidemia, con «un aumento rapido e generalizzato del numero di nuovi casi di infezione da Sars-CoV-2, anche in età scolare», con una incidenza settimanale in crescita e pari a 125 per 100mila abitanti, «valore ben lontano dal quello ottimale di 50 per 100mila, utile per un corretto tracciamento dei casi». I due ministeri hanno quindi ritenuto «opportuno sospendere, provvisoriamente, il programma di sorveglianza con testing e di considerare la quarantena per tutti i soggetti contatto stretto di una classe/gruppo dove si è verificato anche un singolo caso tra gli studenti e personale scolastico».

La didattica a distanza scatterà (o meglio continua a scattare) con un solo positivo in classe per i bambini fino a sei anni, dunque per la scuola dell'infanzia, dove è più difficile mantenere il distanziamento e le mascherine per i bimbi non sono obbligatorie. Con due positivi per gli alunni da sei a dodici anni (per i quali non è ancora prevista la vaccinazione) e per i più grandi se non sono vaccinati. Dai dodici in poi si andrà in didattica a distanza se i casi positivi sono almeno tre. La volontà, è stato spiegato, è non riportare le lancette indietro e garantire la scuola in presenza.

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