Ponte di San Benedetto: il maxi arco oggi tutto sulla chiatta, domani la navigazione e la posa sui piloni

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Le operazioni di varo del nuovo ponte di San Benedetto Po curate dalla leader dei trasporti Fagioli

SAN BENEDETTO PO. L’operazione logistica più complessa mai realizzata nel Mantovano, lo spostamento di una intera arcata di ponte pesante 2.800 tonnellate, sta proseguendo nel migliore dei modi. Il grande arco, alto 35 metri e lungo 180, ha iniziato giovedì a muoversi dalla sponda sambenedettina, dove è stato costruito dalla Toto spa per conto della Provincia di Mantova, per raggiungere i piloni già costruiti in alveo.

Un tragitto di oltre 200 metri, dei quali 45, gli ultimi, percorsi navigando su una maxi chiatta. Il pontone (barge in termine tecnico) anch’esso da record (91 metri per 27 di larghezza e sei di pescaggio) è il più grosso natante che abbia solcato le acque del Po. Sarà questa chiatta a reggere da domani (domenica) sera tutto il peso dell’arcata, mantenendo la linea di navigazione grazie allo svuotamento dei comparti interni, riempiti d’acqua per tenere in asse il natante. Il pontone avrà il delicato compito di trasferire l’arco sui due “pulvini”, cioè le traverse appoggiate sui piloni in alveo. Una posizione provvisoria, in attesa dello spostamento nella sede definitiva, al posto del ponte esistente che sarà demolito.

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L’arco è interamente in acciaio Corten, rafforzato da traversi per le operazioni di varo. Lo spostamento è stato agevolato dalla capacità professionale e dell’esperienza della Fagioli, fra i leader mondiali per la logistica di grandi dimensioni. Che ha portato a termine, solo per fare due esempi, la ricostruzione del ponte Morandi e il sollevamento della Costa Concordia. E anche dalla dotazione di mezzi tecnici della stessa Fagioli, seconda flotta al mondo, che a San Benedetto ha impegnato attrezzature per oltre 10 milioni di euro.

Lo spostamento è stato garantito dai carrelli a 284 assi, con ruote completamente indipendenti, capaci di sterzare in ogni direzione e di superare dislivelli sino a 60 centimetri senza muovere di un centimetro l’orizzontalità del trasporto.

I carrelli, inizialmente posizionati in coda e a tre quarti dell’arco, hanno trasferito alla velocità di qualche metro all’ora l’enorme carico dal piazzale sulla sponda alla chiatta. Sul pontone sono stati presi in carico da un altro carrello mentre i momenti di appoggio sono stati garantiti da quattro torri fisse, ma modificate per garantire un più ampio margine di escursione.

Il trasferimento è stato programmato in 36 ore. La Fagioli ha lavorato ininterrottamente anche durante la nottata per raggiungere oggi entro sera l’obiettivo di caricare tutto l’arco sul pontone. Stanotte ci sarà una breve pausa e poi da domattina inizierà la navigazione sino ai piloni dove l’arco sarà posato facendo abbassare il pontone grazie all’acqua che sarà di nuovo immessa nelle stive. Un mese fa l’operazione si era interrotta per le cattive condizioni meteo. Stavolta il tempo aiuta ed il livello del Po pure.

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