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«Bolletta rifiuti, che salasso»: a San Giorgio Bigarello cittadini e minoranze infuriati

Critiche alla maggioranza da destra a sinistra passando per il Movimento 5 Stelle. L’accusa: aver approvato il regolamento Tari senza pensare alle conseguenze

SAN GIORGIO BIGARELLO. La bolletta rifiuti lievita e i cittadini si infuriano. Succede a San Giorgio Bigarello dove in questi giorni monta la protesta per l’aumento della Tari, argomento che nei mesi scorsi era stato al centro del dibattito in consiglio comunale. E mentre le famiglie e le attività commerciali fanno i conti con un nuovo salasso, le forze di opposizione, da destra a sinistra passando per il Movimento 5 Stelle, criticano la maggioranza rea, a loro dire, di non aver fatto abbastanza per contenere l’aumento della tariffa.

In questi giorni sui social decine di persone hanno espresso il proprio dissenso dopo aver ricevuto la bolletta. C’è chi parla di un rincaro del 40%, chi racconta di dover pagare 1.000 euro per una piccola attività commerciale e persino chi si sfoga raccontando di aver messo nero su bianco le proprie ragioni sul sito internet del Comune nella sezione in cui viene richiesto un parere sulla qualità del servizio di raccolta rifiuti.

«Le abbiamo provate tutte per evitare questa situazione – commenta Pierluigi Luisi di Benessere per San Giorgio Bigarello-Potere al Popolo – ma la maggioranza di fatto si è limitata ad accettare i rincari imposti da Tea. In particolare, quest’estate siamo stati chiamati in fretta e furia a votare la nuova tariffa senza che venisse chiarito da cosa fossero dipesi gli aumenti».

Anche il centro destra, per voce del capogruppo di Obiettivo Comune, Giuliano Guastalla, attacca la giunta Morselli: «Mentre Tea fa registrare utili importanti, i cittadini sono costretti a pagare cifre sempre più alte per un servizio che non è migliorato. Gli aumenti in bolletta sono motivati dalle decisioni prese da Arera (l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, ndr) e secondo la maggioranza i cittadini devono accettarli senza fare troppe domande» .

Anche Paolo Bordini del Movimento 5 Stelle esprime tutte le sue perplessità sulla gestione del “caso Tari”. «L’aumento medio – dice – è del 15%. A suo tempo proposi varie misure per rendere la tariffa puntuale e per evitare che gli aumenti colpissero tutti indistintamente, ma la maggioranza non le prese in considerazione: il risultato è il malcontento che si registra in questi giorni».

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