La Provincia di Mantova rivendica il posto nel cda di A22 spa. Palazzi: non decide lei

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Il rinnovo delle cariche sarà nel maggio 2022. Toccherà alla Camera di commercio fare un nome

MANTOVA.   La nuova amministrazione in Provincia ufficialmente non è ancora partita, ma il centro destra che ha vinto le elezioni è già molto attivo. In attesa di confrontarsi con il neo presidente Carlo Bottani, le grandi manovre per le future nomine negli enti e nelle società partecipate dalla Provincia sono avviate. Dopo 24 anni il centro destra è tornato alla guida di Palazzo di Bagno ed è comprensibile la fretta di muovere le proprie pedine su una scacchiera da troppo tempo in mano al centro sinistra. Uno dei posti più ambiti, sia per la mole di risorse che vi passano sia per la visibilità che porta, è senza dubbio quello riservato ai mantovani nel consiglio di amministrazione della società Autobrennero.

Qui da metà 2016 siede il sindaco di Mantova Mattia Palazzi e al centro destra non sembra vero di poterlo quanto meno mettere in discussione. Rimuoverlo, va detto subito, sarà molto difficile, ma un pensierino Lega, Forza Italia, FdI lo stanno facendo. Il nuovo cda scadrà nel maggio prossimo e dovrà muoversi sull’onda del precedente, visto che dovrà portare a casa il rinnovo della concessione autostradale con il project financing che sta vedendo la luce. La prassi vuole che i tre soci mantovani della A22 (Comune di Mantova con il 2% del capitale, Camera di commercio con il 2,4% e la Provincia con il 3,18%) concordino il nome da designare nel cda (scongiurato, pare, il taglio dei componenti da 14 a 5).

Ogni triennio tocca a uno degli enti proporre il nome, da concordare con gli altri due e da inviare poi a Trento per la nomina (se non c’è accordo il rischio è che a decidere tra l’eventuale rosa siano gli alto-atesini). A maggio sarà la Camera di commercio a fare l’indicazione; tra tre anni il pallino passerà alla Provincia. Si cercherà già ora di forzare la mano per far fuori Palazzi? Alessandro Beduschi, coordinatore di Fratelli d’Italia, avverte: «Palazzi ha fatto un buon lavoro ma la Provincia deve avere voce in capitolo per questa nomina, che non può essere un fatto privato tra il sindaco di Mantova e la Camera di Commercio. La Provincia è la coordinatrice degli enti sul fronte delle infrastrutture e non si può tenerla fuori. Non vogliamo nomine politiche, ma persone competenti ed esperte, capaci di capitalizzare le risorse di A22 e del Pnrr. Serve, quindi, concertare con gli altri enti un nome che possa rappresentare al meglio i bisogni dei mantovani senza preclusioni preconcette».

Palazzi si dice tranquillo guardando al proprio operato in questi cinque anni e al futuro che la A22 ha davanti: «Io so che in cinque anni, svolgendo gratuitamente l’incarico e sempre in raccordo con tutti gli enti soci, ho aiutato a trovare l’accordo per 11 milioni di asfalti fatti in provincia, non in città, grazie alla chiusura del contenzioso tra Provincia e A22 sulla vendita delle azioni e portato al territorio un accordo di 160 milioni di investimenti e 50 per il porto di Valdaro. Adesso siamo in una fase cruciale, la predisposizione del project allo stato per il rinnovo della concessione». Da qui arriva l’invito di Palazzi al centro destra di «non muoversi come un elefante in una cristalleria in questa fase, perché così si danneggerebbe il territorio». Quanto al suo futuro nel cda, «il rinnovo sarà a maggio e nessuno dei tre soci può pensare di imporre nulla agli altri due e men che meno ai soci di maggioranza e agli altri soci modenesi e reggiani. Da qui ad allora io interloquisco con Bottani e Zanetti per garantire anche in futuro quanto ho costruito da Trento per la provincia di Mantova».

Carlo Zanetti, commissario della Camera di commercio, rivendica il rispetto degli accordi: «Tocca a noi dare l’indicazione, ma prima di parlare di candidati, è importante valutare cosa è stato fatto e che cosa è meglio fare. Comunque, invito tutti alla calma perché l’argomento non è all’ordine del giorno». 

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