Sempre più famiglie indebitate a Mantova: messo a punto il piano comunale

L’assessore Caprini spiega come saranno impiegati i 12 milioni messi in bilancio per il welfare. «In aumento anche i casi di affido di minori inseriti in contestidi violenza familiare

MANTOVA. Aumentano le famiglie mantovane messe economicamente alle strette a causa di debiti. E non stiamo parlando di chi sperpera lo stipendio in scommesse o in altre forme di gioco d’azzardo. «I nuovi poveri sono famiglie che hanno comprato l’auto a rate o hanno un mutuo sulla casa – spiega l’assessore al welfare Andrea Caprini – acquisti che quando hanno firmato i contratti erano alla loro portata e che per vari motivi, ad esempio la perdita del lavoro da parte di un componente, ora non sono più in grado di sostenere. Sono dati della Caritas che informano che se nel 2017 questo problema caratterizzava una famiglia sui tre di quelle che si rivolgevano a loro per chiedere aiuto, ora la quota è salita al 50%». È solo uno degli esempi che Caprini mette sul tavolo per spiegare cosa significhi la formula «aumento delle fragilità» che viene citata dall’amministrazione per spiegare le ragioni dell’incremento di risorse destinate al welfare comunale.

Nel bilancio preventivo 2021 approvato l’altra sera in aula, spiccavano quegli 11 milioni e 900mila (praticamente 12 milioni) destinati al settore delle politiche sociali dell’amministrazione comunale. Il vice sindaco e responsabile del bilancio, Giovanni Buvoli, aveva sottolineato l’incremento di risorse per il welfare. «Un rafforzamento che in realtà stiamo compiendo da alcuni anni – aggiunge Caprini – fino al 2019, l’investimento era di nove milioni e 900mila».

Ma concretamente come vengono impiegate queste risorse? Per quanto riguarda le famiglie rovinate da incolpevoli sovraindebitamenti, Caprini spiega che «nel bilancio ci sono le risorse per dare continuità ai progetti di microcredito e di housing sociale con la rete di Caritas».

«Prevediamo due milioni per la cosiddetta area disabilità, che si traduce nei contributi alle rette per centri diurni e residenze gestiti da associazioni – spiega l’assessore – e per mantenere servizi domiciliari e progetti come “Dopo di noi”». Una bella fetta di risorse è nella voce “servizi per minori”: un milione e 250 mila euro. «Purtroppo il fenomeno dei minorenni che finiscono in affido o in comunità educativa è in aumento anche nella nostra realtà – dice l’assessore – l’incremento delle storie di violenza domestica, con segnalazione del tribunale, richiede un potenziamento delle azioni di tutela nei confronti dei figli».

Il bilancio dell’assessorato prevede anche un milione per i servizi rivolti agli anziani (servizi diurni, domiciliari e residenziali)e poco meno di un milione per sostenere direttamente con contributi le famiglie afflitte da situazioni economiche molto precarie.

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

1€/mese per 3 mesi, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

Cosa si aspettano i mantovani dal futuro governo / 3 - Alto Mantovano

La guida allo shopping del Gruppo Gedi