Crisi di fine d’anno per gli alberghi: perso il 60% del volume d’affari

Il presidente Bianchi: Stato, Regione e Comune ci aiutino, serve la cassa integrazione per i dipendenti Va meglio il turismo mordi e fuggi: molti visitatori al Ducale, al Te e ai tesori di Sabbioneta e Polirone

MANTOVA. Il settore alberghiero piange, colpito al cuore dalla paura dei contagi da Covid e dalla nebbia che hanno tenuto lontano da Mantova i turisti. «Tra calo dei prezzi e calo delle presenze, tra Natale e Capodanno abbiamo registrato una diminuzione del volume d’affari del 60% rispetto al 2019, anno normale». Gianluca Bianchi, presidente di Federalberghi di Confcommercio, traccia un bilancio a tinte fosche della fine del 2021 che doveva, invece, essere il periodo della definitiva ripresa dopo due anni di sofferenze continue a causa della pandemia e della conseguente crisi economica. «Paradossalmente – dice – chi ha tenuto chiuso ha limitato i danni. Si è salvato in parte chi ha fatto delle promozioni last minute». Il bilancio complessivo del 2021 rispetto al 2019 è di un calo del fatturato del 30-35% . Il futuro a breve non lascia spazio all’ottimismo: «Fino all’8 gennaio qualcosa si muove – rileva il presidente –, ma per il dopo nutriamo una fortissima preoccupazione. Siamo nella totale incertezza, mancano del tutto gli stranieri e questo ci impedisce di programmare». Bianchi, però, non vuol perdere l’ottimismo che contraddistingue l’intero settore turistico-alberghiero mantovano: «Speriamo in una adeguata ripresa da aprile. Anzi, vorremmo già essere tra quattro mesi. Però, al governo, alla Regione e al Comune chiediamo degli aiuti concreti, rapportati al 13% di Pil che il settore rappresenta. Innanzitutto chiediamo la cassa integrazione per i nostri dipendenti almeno fino a marzo per non perdere professionalità importanti, oltre che un riordino normativo dell’intero settore. Dove servono operatori qualificati e con partita Iva, che pagano le tasse. Basta, dunque, a chi affitta gli appartamenti per periodi brevi solo perché non riescono a f are altro; questo non è turismo».

Se il turismo stanziale segna il passo, quello mordi e fuggi di una giornata ha mostrato, invece, dati in ripresa. Lo testimonia l’affluenza ai principali musei della città in questi giorni di fine anno. Palazzo Ducale, trainato dalla mostra su Dante, ha fatto il pieno. Il 2 gennaio gli ingressi sono stati 1.133, mentre a Capodanno, con il palazzo aperto solo al pomeriggio, 484 (molta la gente in coda).

Bene anche l’afflusso a Palazzo Te. Da San Silvestro al 2 gennaio è stata tutta un’escalation di ingressi: 493 il 31 dicembre, 613 a Capodanno e 742 ieri. La reggia estiva dei Gonzaga ha trascinato anche il museo di San Sebastiano e il Famedio: il 31 dicembre i biglietti staccati sono stati rispettivamente 165 e 47, il 1° gennaio 223 e 155, ieri 195 e 149.

La basilica palatina di Santa Barbara, aperta grazie all’impegno dei volontari del Touring club, ieri, 2 gennaio, è stata visitata da 200 persone (sarà aperta anche il giorno dell’Epifania dalle 10 alle 14 come ieri). Sospesa, invece, da tempo a causa del Covid la visita pomeridiana a Sant’Andrea.

La fine d’anno, nonostante la nebbia, ha fatto bene anche agli altri poli museali del Mantovano, Sabbioneta e San Benedetto Po. Nella Piccola Atene, sito Unesco con Mantova, nel giorno di Capodanno si sono registrati 99 ingressi ai vari monumenti e 196 il 2. Un risultato che gli addetti ai lavori hanno giudicato «buono». Il biglietto unico dava la possibilità di visitare i palazzi Ducale e Giardino, il museo del Ducato, la sinagoga e la pinacoteca di San Rocco.

A San Benedetto Po il complesso monastico del Polirone è stato visitato, dalla vigilia di Natale al 2, da 120 persone (il pomeriggio del 24 e per Natale è stato osservato un turno di chiusura). Tra Capodanno e il 2 una ventina i nuovi ingressi. Numeri incoraggianti, ma le condizioni meteo hanno rappresentato un ostacolo, scoraggiando molti ad intraprendere anche un viaggio di pochi chilometri per ammirare le bellezze artistiche di San Benedetto Po e, magari, coniugarle con quelle gastronomiche. Le speranze di alzare il numero dei turisti sono riposte nel giorno dell’Epifania, per il quale è già stata raccolta una cinquantina di prenotazioni. Il Polirone sarà aperto anche il 7, l’8 e il 9 di gennaio, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30, con visite guidate alle 10 e alle 15.

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