Pandemia e rientro in fabbrica, la Filctem Cgil: rialzare la guardia subito

Il sindacato riunisce mercoledì 12 tutti i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Il segretario generale Michele Orezzi: aggiornare i protocolli in ogni azienda e investire di più in smart working 

MANTOVA. «Alzare nuovamente l’attenzione e aggiornare i protocolli sicurezza in ogni posto di lavoro»: alla vigilia della ripresa della piena attività produttiva che nelle fabbriche da lunedì 10 dovrà fare i conti con il rischio legato al dilagare di Omicron durante le feste e con le nuove norme anti-Covid, la Filctem Cgil chiama a raccolta tutti i suoi delegati rappresentanti della sicurezza nei luoghi di lavoro (Rls) per mercoledì 12.

Chiamata a raccolta della Filctem

Tre ore di attivo allargato a tutte le Rsu per un focus su decreti degli ultimi 20 giorni, strumenti per gestione e limitazione dei contagi, quarantene, rientri in azienda, smart working. Come spiega il segretario generale Michele Orezzi dopo che «da due anni i lavoratori fanno i conti con nuovi decreti e normative in continua evoluzione» che vedono «il sindacato in ogni suo snodo di fabbrica in aggiornamento e in attività contrattuale permanente con le aziende per trovare strade condivise di prevenzione e tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori», la delicatezza del momento lo impone. «Preferiamo riunirci subito con tutti i dirigenti sindacali di fabbrica per formazione e per un confronto immediato su quel che accade nei luoghi di lavoro già in questi giorni. Senza però dimenticare da dove siamo partiti: dagli scioperi del marzo 2020 per difendere la salute dei lavoratori lasciati sul luogo di lavoro senza dispositivi di protezione come se nulla fosse mentre la politica diceva di non uscir di casa perché si moriva. Solo dopo quelle azioni, dove Mantova si è distinta come locomotiva della mobilitazione nazionale, sono arrivati gli accordi nazionali tra parti sociali per i protocolli sicurezza condivisi».

Si riparte da comitati e protocolli

Si riparte da comitati e protocolli, dunque, facendo tesoro di un’esperienza vincente: «Dove i protocolli sicurezza sono stati condivisi – rimarca Orezzi – con i lavoratori e loro rappresentanze, dove le regole sono rispettate in primo luogo dalle aziende, dove c’è stato aggiornamento e confronto continuo nei comitati aziendali, le aziende sono state tra i luoghi più sicuri in assoluto in questa pandemia. Il contagio quasi sempre veniva portato da fuori e non diffuso dentro. La storia dei focolai industriali ci dice che si sono verificati dove si è saltato qualche passaggio o dove i lavoratori non sono stati coinvolti, dove ha prevalso la logica del profitto e dell’unilateralità».

È ora di rialzare la guardia

I protocolli stilati ormai due anni fa secondo il sindacalista «sono all’altezza anche di questa nuova ondata» e quello che ora serve «è piuttosto alzare nuovamente l’attenzione senza dar per scontato nulla». Il fatto è che «negli ultimi mesi da molte parti c’è stato un contagioso stato di rilassamento generale delle regole comuni, è calata l’attenzione sulla prevenzione: è fisiologico ma con i contagi che tornano a salire ovunque, è pericolosissimo. Non serve sottovalutare questa nuova ondata o ci saranno molti problemi, specie col ritorno al lavoro dopo le feste» con tutto quello che può significare vista la quantità di contagi nelle famiglie. Quindi «mercoledì lanceremo nuove convocazioni di tutti i comitati aziendali chiedendo di aggiornare i protocolli rispetto alle caratteristiche della variante Omicron e a qualche inevitabile ritocco dovuto al cambio legislativo delle politiche di quarantena».

Smart working: accordo Tea da esempio

Non solo. Per Orezzi a maggior ragione ora «serve investire di più sullo smart working». Se «l’inversione a U del governo dopo le infelici uscite iniziali è stato un fatto positivo» e con la circolare dei ministri Brunetta e Orlando «torniamo nell’emergenza», l’invito è a «iniziare a ragionare alla trasformazione strutturale di un pezzo del mondo del lavoro e l’accordo che abbiamo firmato in Tea sullo smart working può essere un ottimo punto di partenza e un esempio per molte realtà produttive».

Già chiesto un incontro a Eni

La riunione del 12 non è la prima che la Filctem dedica ai nuovi decreti: «Fa seguito a due appuntamenti, a settembre e ottobre, proprio a cavallo dei cambiamenti decisi dal governo in quelle giornate». E a livello nazionale, conclude il segretario generale, «unitariamente agli altri sindacati si è già chiesto nuove convocazioni dei comitati sicurezza nei grandi gruppi: mercoledì scorso ad esempio è stato chiesto l’incontro col gruppo Eni».

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