Video e chat con le bambine: in carcere 42enne di Mantova

Condannato l’operaio 42enne che contattava via computer ragazzine di tutto il mondo: una, 8 anni, convinta a spogliarsi

MANTOVA. Nel dicembre 2017 era stato denunciato dalla polizia postale di Mantova per induzione alla pedopornografia via chat e detenzione di materiale pedopornografico. Il perché? Visionava, attraverso piattaforme social, filmati a sfondo sessuale in cui erano ripresi dei minorenni. Inoltre dialogava a distanza con ragazzine che vivono in altri Paesi del mondo. Gli investigatori hanno anche accertato che ha convinto una bimba di otto anni, americana della Georgia, a spogliarsi per lui davanti al monitor.

In questi quattro anni le indagini della Polizia postale mantovana si sono concluse. L’uomo, F.M., operaio 42enne residente in città da solo, è stato prima rinviato a giudizio e alla fine condannato. Ora dovrà scontare una pena di due anni e dieci mesi. La mattina del 13 gennaio, all’alba, gli agenti della squadra mobile di piazza Sordello, lo hanno prelevato dalla sua abitazione per accompagnarlo nella casa circondariale di via Poma.

I fatti, come si diceva, risalgono ai primi di dicembre di cinque anni fa. La Polizia postale, che monitora costantemente il web – soprattutto il dark web – e più volte all’anno riesce a smantellare vere e proprie reti di pedofili (come successo anche di recente), aveva ricevuto la segnalazione nientemeno che dall’Fbi americana.

L’indagine era partita dall’applicazione utilizzata dall’uomo per chattare con bambine e ragazzine. L’operaio mantovano avrebbe usato un’applicazione di videochat che consentiva di selezionare offerte di contatti che gli venivano proposte.

È in mezzo a questi contatti che aveva scelto quelli che gli interessavano. Tra questi, a quanto pare, la bambina americana di otto anni: la piccola, dopo essere stata agganciata in chat, e dopo qualche scambio verbale con l’operaio mantovano, era stata convinta a mostrarsi senza vestiti, mentre lui, a settemila chilometri di distanza, la guardava.

L’indagine dell’Fbi americana aveva portato dritto in Italia, dopodiché le redini della ricerca erano state prese in mano dalla Polizia postale di Mantova, la quale, con strumenti a disposizione solo delle forze dell’ordine, era arrivata a individuare l’operaio mantovano.

La conferma dei sospetti era arrivata dalla perquisizione in casa dell’uomo e dal sequestro dei suoi tre computer portatili. Tramite quelli, gli investigatori sono entrati in possesso di un magazzino di video che ritraggono ragazzine e dialoghi intercorsi tra loro e l’uomo. Tutte le ragazzine coinvolte sono di paesi stranieri, in buona parte dell’Est Europa ma anche, come la bimba di otto anni contattata dall’operaio mantovano, degli Stati Uniti.

Nella memoria dei suoi tre computer portatili, il 42enne aveva anche 52 video pornografici: protagoniste sono ragazzine al di sotto dei diciotto anni. Ora è in carcere e dovrà scontare poco meno di tre anni.

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