Accusato di violenza familiare, scatta la custodia cautelare in carcere

L’uomo è ritenuto dai carabinieri responsabile di maltrattamenti in famiglia, atti persecutori e violenza privata. L’intervento dopo una chiamata che ha attivato il codice rosso

MANTOVA. Tre giorni fa i carabinieri hanno bussato alla sua porta e, prendendolo sotto braccio, lo hanno portato direttamente in carcere. Un provvedimento cautelare richiesto dalla Procura di via Poma ed emesso dal giudice per le indagini preliminari. Agli arresti è finito un cinquantenne di Lunetta, accusato di maltrattamenti nei confronti della compagna. Le violenze, stando alle accuse, si sarebbero susseguite per oltre dieci anni, in alcuni casi anche di fronte al figlio minorenne che, sentito di recente dai militari, ha confermato le accuse nei confronti del padre.

La vicenda di violenza domestica è emersa dopo un intervento degli uomini dell’Arma dopo la telefonata di un cittadino che segnalava una lite in famiglia.

L’allarme arriva da Lunetta. Qualcuno chiama per le urla che provengono dall’appartamento accanto. I carabinieri accorrono e si trovano davanti una donna, poco più che quarantenne, che è ferita e piange disperata. I carabinieri la convincono a seguirli nella caserma di via Chiassi. Vincendo dubbi e paure, la donna si decide a raccontare tutto ai carabinieri. Violenze, percosse, insulti protratti per oltre dieci anni. Dopo tanto tempo riesce a confessare quello che per tanto tempo ha subìto senza reagire.

I militari, dopo aver raccolto la sua testimonianza, hanno inviato subito un’informativa alla Procura che, con altrettanta rapidità, ha chiesto al giudice la custodia cautelare del presunto protagonista degli abusi. Il giudice per le indagini preliminari ha disposto la reclusione, eseguita tre giorni fa. Ora l’uomo è in attesa dell’interrogatorio di garanzia al termine del quale verrà decisa la sua sorte giudiziaria.

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