Caro-bollette e pandemia: la crisi nera delle piscine nel Suzzarese

I gestori chiudono alcuni mesi o annunciano rincari per il futuro: «Il Covid svuota le vasche, in più aumentano gas ed energia. È dura lavorare»

SUZZARA . La notizia dell’aumento dei costi di gas e luce sta creando grossi problemi ai gestori delle piscine. Nel distretto suzzarese i Comuni che hanno una piscina sono: Suzzara, Motteggiana, Moglia, Pegognaga e San Benedetto Po.

In questi giorni stanno arrivando le prime bollette e i gestori stanno verificando l’entità dei rincari e della gravità della situazione. Sono notevolmente aumentati i costi per la materia prima, cioè per metro cubo di gas e per kwh consumato di energia elettrica, facendo moltiplicare l’ammontare della spesa.

«Se prima spendevamo 110mila euro all’anno di gas e luce, ora arriveremo a spendere 80mila euro in più – spiega Angelo Sangermano del centro Piscine di via Mitterrand di Suzzara – Sono cifre pazzesche. Per cercare di recuperare le spese, per la prossima estate saremo inevitabilmente costretti ad aumentare il prezzo d’ingresso e dei lettini. Non abbiamo messo mano alle tariffe dei corsi di nuoto, iniziati a settembre, per non fare un’operazione scorretta».

La piscina di Motteggiana non dispone di strutture coperte e apre solo d’estate. Anche in questo caso i nuovi gestori prevedono aumenti.

La piscina di Pegognaga, gestita da Mako Group fa sapere che «vista la situazione epidemiologica e l’aumento eccezionale dei costi di gestione (energia elettrica e gas), in accordo con l’amministrazione comunale, l’apertura della piscina comunale di Pegognaga viene posticipata a lunedì 17. Eventuali variazioni verranno prontamente comunicate».

La piscina di Moglia attualmente è chiusa per i lavori di sistemazione dei danni procurati dalla tromba d’aria del 26 luglio scorso. Sembrava inizialmente che dovesse riprendere l’attività in ottobre, ma poi, in un post, la direzione della piscina ha scritto: “Arrivederci al 2022”.

La piscina di San Benedetto Po ha emesso un comunicato col quale comunica di “sospendere l’attività dal 1 gennaio” per poi riprendere “in primavera” senza fissare una data, e questo oltre che “per la recrudescenza dell’emergenza sanitaria” anche e soprattutto per “le criticità gestionali” .

La situazione per tutti i gestori delle piscine è molto pesante e questi rincari vanno ad aggiungersi alle già difficili misure per contenere i contagi da Covid-19.

Gli impianti, inoltre, sono ancora vincolati a tutte le prescrizioni previste e hanno alle spalle dieci mesi di chiusura, che richiederanno qualche anno per il recupero di quanto perso sul piano finanziario.MAURO PINOTTI

Video del giorno

Elezione del presidente della Repubblica, seconda votazione a Montecitorio: la diretta

La guida allo shopping del Gruppo Gedi