Allerta per la peste dei suini, Coldiretti Mantova: «Contromisure ok»

L’associazione: «Nel Mantovano una filiera con 1,1 milioni di animali: secondi solo a Brescia Bene le rassicurazioni sulla sicurezza alimentare»

MANTOVA. «La peste suina africana può colpire cinghiali e maiali ed è altamente contagiosa e spesso letale per questi animali, ma non è invece trasmissibile agli esseri umani». A specificarlo, dopo i recenti casi, la Coldiretti Mantovana che ricorda come «la nostra provincia, con un patrimonio suinicolo di oltre 1,1 milioni di capi, è la seconda realtà territoriale della Lombardia per numero di maiali allevati dopo la provincia di Brescia».

Mentre il pericolo aviaria sembra rallentare, la filiera zootecnica è infatti alle prese con la nuova emergenza Psa (Peste suina africana).

Dopo i casi riscontrati nelle scorse settimane tra i cinghiali in Piemonte e Liguria, alcuni paesi stranieri hanno attivato misure precauzionali imponendo uno stop temporaneo all’import di carni e salumi italiani: si tratta della vicina Svizzera, del Kuwait ma anche di Cina, Giappone e Taiwan. Un danno pesantissimo per la filiera che potrebbe diventare ancore maggiore se altri Paesi (come gli Stati Uniti e la Gran Bretagna) dovessero prendere la stessa decisione.

Per questo il governo è corso ai ripari, attraverso un’ordinanza che ha l’obiettivo di fermare l’epidemia. Nella zona stabilita come infetta da peste suina (114 comuni fra Piemonte e Liguria) sono vietate le attività venatorie di qualsiasi tipologia. Consentita la caccia di selezione al cinghiale per ridurre la popolazione in eccesso e rafforzare la rete di monitoraggio. Nell’area sono vietati la raccolta di funghi e tartufi, la pesca, il trekking, la mountain bike e le altre attività in zone di cinghiali.

«La tempestiva adozione di un provvedimento nazionale che consente alle attività produttive di continuare a lavorare in sicurezza, fornendo rassicurazioni in merito alle esportazioni, è importante soprattutto per la nostra regione dove è allevato il 53% dei maiali italiani - spiega Coldiretti Lombardia in una nota - . La situazione di emergenza che siamo costretti ad affrontare ora è frutto della mancata azione di prevenzione e contenimento, come abbiamo ripetutamente denunciato in piazza e nelle sedi istituzionali di fronte alla moltiplicazione dei cinghiali che invadono città».

Il provvedimento nazionale fa seguito alla decisione della Regione Lombardia di istituire una task force per contrastare l’epidemia al’Unità Operativa veterinaria composta da rappresentanti della Direzione generale agricoltura, della Direzione generale protezione civile, dell’Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna, dei Dipartimenti veterinari delle Ats, della polizia provinciale e dei carabinieri forestali.

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