Corneliani, lunedì col ministro Giorgetti arrivano gli azionisti Arcuri e Ben Gacem

Incontro con le operaie e vertice con cda, sindacati e sindaco Palazzi.  Le rsu: la rinascita sia un punto di partenza e non di arrivo

MANTOVA. Ore 11.30 circa di lunedì 17 gennaio: al civico 5 di via Panizza la macchina organizzativa è in moto per l’arrivo del ministro allo sviluppo economico Giancarlo Giorgetti per quella visita promessa alle lavoratrici Corneliani che lo vedrà incontrare tutti i protagonisti del salvataggio e intrattenersi in fabbrica con le operaie impegnate a terminare la collezione della prossima primavera-estate. Ed è di ieri la notizia che saranno presenti anche i vertici delle nuove proprietà, gli amministratori delegati di Invitalia (che detiene il 49%) e del fondo arabo-inglese Investcorp (51%), oltre a membri dell’attuale consiglio di amministrazione. Insieme a quella di Domenico Arcuri, ad dell’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa e già commissario straordinario per le misure di contenimento e contrasto alla pandemia durante il governo Conte, non è da escludere la presenza dei due rappresentanti di Invitalia nel cda, il presidente Silvio Salini e la consigliera Gabriella Forte. In arrivo da Londra, il co-Ceo di Investcorp Hazem Ben Gacem potrebbe essere invece accompagnato da Nicola Ferraris e Andrea Jayne Davis che insieme all’ad Giorgio Brandazza rappresentano il fondo nel cda. Con il ministro e Brandazza si riuniranno in un vertice con i segretari generali dei sindacati di categoria Michele Orezzi (Filctem Cgil), Gianni Ardemagni (Femca Cisl) e Giovanni Pelizzoni (Uiltec Uil) e il sindaco Mattia Palazzi.

Giorgetti avrà un incontro con le Rsu aziendali prima di visitare il reparto produttivo e intrattenersi con lavoratrici e lavoratori. Erano stati proprio loro d’altronde a invitarlo in fabbrica alla firma dell’accordo che il 1° dicembre ha visto nascere la nuova Corneliani con lo Stato azionista. «Lo scorso weekend siamo stati messi a conoscenza dell’arrivo del ministro per l’inizio della prossima settimana e, nella giornata di venerdì sono stati condivisi con noi alcuni dettagli della giornata di lunedì – si legge in una nota delle Rsu – apprendiamo con favore che oltre al ministro saranno presenti membri del nuovo Cda e la proprietà aziendale sia lato pubblico che lato privato. Crediamo che, a poco più di un mese dal passaggio nella nuova società, la giornata di lunedì rappresenterà un momento positivo dove saremo coinvolti in un confronto con tutti i soggetti che in diversi ruoli ci hanno dato una sponda a trovare una soluzione definitiva per la nostra vertenza. Nelle interlocuzioni con il ministro, le due proprietà e i consiglieri di amministrazione presenti ribadiremo che per tutte le lavoratrici e i lavoratori Corneliani il 1° dicembre 2021 deve rappresentare un nuovo inizio e non un punto di arrivo. Sappiamo di essere gli apripista e che il “metodo Corneliani”, che ci siamo conquistati con la lotta in queicentotrenta giorni davanti ai cancelli aziendali, potrà aiutare tante altre crisi aziendali ad essere risolte. Ma la Corneliani sarà veramente un esempio solo se Mantova, i suoi operai e impiegati, saranno veramente al centro del rilancio aziendale di investimenti come scritto nell’accordo del 7 aprile 2021 al Mise. Saremo un esempio solo se il perimetro attuale di palazzina e fabbrica cresceranno, per numero di maestranze e volume di lavoro, insieme ai numeri di fatturato; se l'investimento sarà, oltre che sulle strategie legate al business anche sulle “persone” per non perdere il know-how che rappresenta la vera ricchezza di ogni azienda. Ci siamo guadagnati la salvezza con una mobilitazione di oltre un anno e mezzo ma il valore di quella salvezza deve poggiare su un terreno di rilancio vero aziendale che prima di tutto parta da Mantova e che preservi la mantovanità dei nostri prodotti. Il futuro deve ripartire da noi, dal nostro made in Italy che tutto il mondo ci invidia, perché come abbiamo ripetuto per due anni la Corneliani siamo noi. A tutti i soggetti con cui ci confronteremo lunedì, visto che verranno a legare il loro volto con la nostra storia, chiederemo impegni chiari in questa direzione e, ovviamente, veri investimenti».

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