Il neoacquisto del Mantova, Galligani: «Punto alla doppia cifra e ai playoff»

L’esterno: «A Carrara condizionato da Covid e infortuni, qui farò bene. Avevo altre richieste, ho accettato per la piazza che ha storia e tifosi caldi»

MANTOVA. Una ventata di fiducia e ottimismo in vista della ripresa di un campionato che fin qui al Mantova ha regalato davvero poche gioie. È questo che si coglie nelle parole del neoacquisto biancorosso Elia Galligani, 29enne viareggino che non si nasconde dietro i soliti cliché e dice chiaro e tondo: «Voglio tornare a segnare e andare in doppia cifra (al momento ha 2 gol all’attivo, ndr) e come obiettivo di squadra penso ai playoff».

Cominciamo dal perché ha scelto Mantova?

«In effetti avevo altre 3-4 richieste da squadre del girone B e una da un club del girone A, ma il ds Battisti mi ha convinto. Mi volevano a tutti i costi. E poi mi sono informato sulla piazza: la sua storia e il fatto che ci sia una tifoseria calda, con gente che vive di calcio, mi hanno spinto ad accettare alla svelta. È successo tutto in due giorni e sono contentissimo. Ho già visto lo stadio ed è davvero di altra categoria».

La prima impressione dopo essersi allenato con Galderisi e i compagni?

«Ottima, mi hanno riservato una bella accoglienza, anche se conoscevo soltanto Pedrini col quale ho giocato l’anno scorso a Grosseto. Poi ho letto che il mister ha speso belle parole su di me... Gli ho parlato e il suo modulo si adatta perfettamente alle mie caratteristiche».

A proposito di caratteristiche, le descrive ai suoi nuovi tifosi?

«Sono un esterno, mi piace partire largo e poi accentrarmi per andare alla conclusione o mandare in porta un compagno. A dire il vero amavo più fare assist che gol, ma negli ultimi anni ho iniziato a segnare tanto e ci ho preso gusto. Posso giocare anche da seconda punta, l’importante è che non mi chiedano di farlo stando spalle alla porta. Io devo assolutamente vedere la difesa avversaria e andarla a puntare».

L’anno scorso a Grosseto 11 reti e 7 assist; quest’anno a Carrara cosa non ha funzionato?

«Ho avuto il Covid ad agosto e m’ha preso forte, proprio male. Sono rientrato a inizio campionato ma non stavo bene, ero debole. Mi sono portato dietro questa cosa per un paio di mesi, poi per non farmi mancare niente mi sono stirato. Io che non m’infortuno mai... Comunque non mi era mai capitato di fare solo 2 gol nel girone di andata, sono convinto di potermi rifare da qui alla fine del campionato».

Ha un obiettivo in termini di gol?

«Sì, punto a eguagliare lo score dello scorso anno (11 reti) o comunque ad andare in doppia cifra».

E a livello di squadra come vede il futuro del Mantova?

«Credo che l’obiettivo sia migliorare il decimo posto dell’anno scorso. Siamo a tre punti dai playoff, possiamo farcela. A me del resto non piace pensare di dover giocare per salvarsi: anche se fra i dilettanti, ho sempre militato in squadre di alta classifica e non vorrei cambiare questa abitudine».

Abbiamo letto che fuori dal campo ha una passione particolare...

«Sì, è vero, mi piace tagliare i capelli. Lo faccio su me stesso, tant’è che non vado dal barbiere da dieci anni. Poi a Grosseto ho cominciato a farlo anche per alcuni compagni di squadra e ho chiuso con il vicepresidente. Mi sfotteva dicendo che non segnavo più, allora abbiamo fatto una scommessa: ho segnato 5 gol in un mese e si è dovuto far tagliare i capelli per forza, anche se li aveva lunghi e ci teneva tanto».

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