Mantova, i bonus spingono l’edilizia: a frenare sono costi e manodopera

Per il vicepresidente di Confartigianato Imprese, Braganza, ci sono problemi e distorsioni: «Spesso siamo costretti a rinunciare a dei lavori per la mancanza di operai»

MANTOVA. Gru, impalcature, betoniere: i segni dei cantieri sono tanti e ovunque. Cantieri per ristrutturazioni o per interventi trainati dal super bonus, e pure per qualche nuova costruzione. Conferma l’accelerazione delle attività dei costruttori il gruppo Edilizia di Confartigianato, che parla di richieste raddoppiate, se non triplicate. Un toccasana per un settore che nel Mantovano conta il 15,4% del totale delle imprese (tra artigianali e industriali), per circa seimila unità (dati 2020, Camera di Commercio). Ci sono, però, problemi e distorsioni. «Le richieste di intervento sono aumentate, sia per le ristrutturazioni sia per nuove costruzioni, ma chi ha un’azienda piccola come la mia, con sei dipendenti, si trova costretto a dire anche dei no, racconta Paolo Braganza, vice presidente di Confartigianato Imprese e titolare di un’azienda di costruzioni.

«Il super bonus si è rivelato un volano incredibile – prosegue – ma in alcuni casi siamo costretti a rinunciare a dei lavori perché non ci sono i tempi tecnici per realizzarli o per mancanza di manodopera». Il tema della carenza di personale, specializzato o no, diventa sempre più centrale. «È un problema per tutte le imprese del settore: il mestiere dell’edile sembra non interessare più alle nuove generazioni – continua l’imprenditore – bisognerebbe rilanciarne la figura e dare dignità a un lavoro gratificante anche sotto il profilo economico. Magari grazie anche a un riforma della formazione professionale».

Lo sforzo fisico che questo lavoro richiede non gioca a favore del rilancio: «Ammetto che è ancora un lavoro molto fisico, ma meno faticoso rispetto a quando lo facevano i nostri genitori – chiarisce Braganza – l’intera filiera della casa è in grado di garantire buone prospettive occupazionali durature nel tempo».

A detta di molti, la corsa al super-bonus del 110% ha viziato il mercato. E tra le conseguenza c’è il rincaro dei costi per eseguire alcuni interventi. Un esempio? Il costo per realizzare o noleggiare un ponteggio è aumentato di oltre il 50%. Ci sono poi gli incrementi delle materie prime, difficoltà trasversale a tutti i settori dell’economia. «Nel giro di un anno, il prezzo del ferro è aumentato del 150% e le materie plastiche di oltre il 50%. Per non parlare del legno o dell’energia. Oltretutto, le materie prime scarseggiano». La prima conseguenza è che i preventivi diventano vecchi da una settimana all’altra: o l’azienda li ritocca verso l’alto, con il rischio di perdere i clienti, o deve sobbarcarsi i rincari. Un altro effetto è il ritardo delle consegne che, nella corsa contro il tempo per accedere alle agevolazioni, spesso non è contemplabile.

Se sull’impennata globale delle materie prime c’è poco da fare, l’antidoto al mercato viziato per Confartigianato ci sarebbe: «Da tempo come associazione caldeggiamo l’idea che il bonus fiscale diventi strutturale, magari prorogabile di lustro in lustro. In questo modo sarebbe possibile pianificare gli interventi e calmierare i prezzi». L’altro passo da compiere è un ridimensionamento della burocrazia: «C’è una mole di lavoro enorme da fare per poter accedere al super bonus ed è difficile accedere agli uffici tecnici dei Comuni, oberati di lavoro. Occorre snellire le pratiche».S.Pin.

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

1€/mese per 3 mesi, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

L’inaugurazione della Casa di Comunità di Goito con Fontana e Moratti

La guida allo shopping del Gruppo Gedi