Ok della Provincia al piano comunale per la riapertura dei negozi a Mantova

Entro la  metà di febbraio il primo via libera dell’aula di via Roma. Con la variante approvata ci saranno norme più semplici e costi ridotti

MANTOVA. Nessun effetto rilevante sui siti di grande valore ambientale che circondano la città. È la valutazione della Provincia sul piano del Comune di Mantova che punta a incentivare l’apertura di negozi in centro con il recupero di immobili dismessi grazie a norme più chiare e a costi ridotti. Una conclusione che sembra lapalissiana e dettata dalla burocrazia ma che, invece, diventa fondamentale nell’iter della variante al piano delle regole e a quello dei servizi del piano di governo del territorio.

Era, insomma, il passaggio obbligato che mancava prima della parola definitiva del consiglio comunale sulla nuova normativa che rivedrà anche la disciplina commerciale e delle attività economiche di servizio al cittadino. In particolare, la Provincia ha verificato l’assenza di effetti negativi, sia diretti che indiretti, della nuova normativa sulle zone di protezione speciale che contornano la città, e cioè le valli del Mincio, la Vallazza, la Chiavica del Moro e sul sito di interesse comunitario dell’ansa e delle valli del Mincio.

A questo punto, il piano per il rilancio dei negozi ritorna alla giunta entro la fine di gennaio per un riesame formale, preludio dell’invio al consiglio comunale che dovrà esprimersi due volte. La prima entro metà febbraio per l’adozione della variante, a cui seguiranno sessanta giorni di tempo per le parti sociali ed economiche per formulare le osservazioni; la seconda a primavera inoltrata, presumibilmente tra aprile e maggio, con l’approvazione definitiva. Una volta approvata, la variante metterà a disposizione le nuove norme (mutuate da quelle recenti introdotte dalla Regione in tema urbanistico) con l’obiettivo di incentivare la localizzazione di nuove attività commerciali all’interno del perimetro del Distretto unico del commercio.

Non solo. Le modifiche alle norme del piano dei servizi introdurranno agevolazioni in termini di dotazione di aree per servizi per l’insediamento di attività commerciali, artigianali e di servizi, ricettive e di interesse culturale, sempre all’interno del Distretto unico del commercio. In particolare, il nuovo piano consentirà l’insediamento di medie strutture di vendite fino a 2.500 metri quadrati all’interno del Distretto (quelle tra i 1.500 e i 2.500 metri dovranno, però, presentare un piano attuativo).

Definirà forme di incentivazione per il riutilizzo di immobili dismessi dove prima c’erano delle medie strutture di vendita. Nel contempo favorirà anche l’insediamento di nuove medie strutture di vendita in immobili dismessi che si trovino fuori del Distretto oppure negli edifici dove si trovavano prima. Farà aumentare la dotazione di parcheggi pertinenziali e, contestualmente, ridurrà la dotazione di parcheggi pubblici, questo per evitare il sovradimensionamento degli spazi per la sosta al servizio dei nuovi insediamenti commerciali di media e grande dimensione: ciò significa che per attività di commercio al dettaglio fino a 600 metri quadrati non sarà richiesta alcuna dotazione di servizi (parcheggi, aree verdi, ecc.).

Anche per i negozi di vicinato, artigianato di servizio, ricettivo, esercizi di somministrazione di alimenti e bevande e attività paracommerciali (questi ultimi due fino a 250 metri) non sarà richiesta alcuna dotazione di servizi. Verranno introdotte anche forme di incentivazione per la regolarizzazione di grande strutture di vendita ora sulla carta ma, di fatto, funzionanti. Sarà anche inserita una norma ponte che consentirà di rilasciare le autorizzazioni per l’insediamento delle medie strutture di vendita al dettaglio in attesa che vengano definiti i criteri per la valutazione di compatibilità dei nuovi insediamenti.

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