Operaie e impiegati Corneliani al ministro Giorgetti: investimenti e Mantova al centro

Incontro con il ministro tra le macchine da cucire del reparto produzione. Giorgetti: la loro passione determinante per il successo

MANTOVA. «Investimenti, investimenti, investimenti». Sullo stabilimento di Mantova, sui suoi volumi di produzione, sulle sue maestranze operaie, sui suoi impiegati: la richiesta è sempre la stessa da due anni a questa parte. Le lavoratrici e i lavoratori della Corneliani lo gridavano ai cancelli quel maledetto novembre 2019 quando tutto iniziò e tornano oggi a chiederlo attraverso le loro Rsu a ministro allo sviluppo economico e azionisti, pubblico e provato. Perché il 1° dicembre, giorno della nascita della nuova società, non sia un traguardo ma solo l’inizio del rilancio.

L’occasione è la visita di Giorgetti nel reparto produttivo accompagnato dalle delegazioni di Investcorp e Invitalia guidate dagli ad Ben Gacem e Arcuri, dall’amministratore delegato Brandazza, dal sindaco Palazzi e dai segretari dei sindacati di categoria Orezzi (Filctem), Ardemagni (Femca) e Scirè (Uiltec). Visita che l’ha visto intrattenersi a lungo con le lavoratrici per poi riunirsi in un capannello tra le macchine da cucire per ascoltare i loro rappresentanti sindacali. «Per noi è stato importante che insieme al ministro ci fossero gli azionisti – ci racconta Migena Kalemaj, operaia ed Rsu – per poter ribadire loro le stesse richieste che ci accompagnano da due anni, dalla prima crisi del novembre 2019. Gli obiettivi principali che abbiamo sempre ribadito con fermezza devono essere gli investimenti su Mantova, il piano industriale, l’aumento dei volumi per lo stabilimento di Mantova. Per noi questo non era un giorno qualsiasi perché il 1° dicembre deve rappresentare davvero un punto di inizio per un rilancio vero che ha bisogno di manodopera, di competenze, di addestramento, insomma di investimenti sulle persone visto tutto il kow how che abbiamo perso a causa di questa crisi. Quello scritto nell’accordo del 7 aprile resta scolpito nella pietra, è quanto ci siamo conquistate sin dall’accordo del 21 luglio 2020 in prefettura a Mantova con 130 giorni di presidio ai cancelli e se siamo ancora qui è perché ci crediamo».

E si aspettano che «Mantova sia un punto di partenza e di sviluppo – ci spiega Barbara Avanzini, impiegata e Rsu – perché abbiamo macchinari con capacità produttive molto superiori all’utilizzo odierno, insomma possiamo fare di più. Se lo Stato punta su Corneliani ci aspettiamo che Mantova resti centrale e che si investa anche sulle persone perché le professionalità che abbiamo rappresentano la nostra ricchezza».

Parole che al termine hanno fatto dire a Giorgetti: «Mi sono reso conto che questa azienda la sentite vostra, ho trovato molto di più di quello che mi aspettavo, questa passione dei lavoratori che sentono questa azienda come una famiglia, credo che sia la ricetta indispensabile per un futuro di successo di Corneliani, è veramente una bella realtà. Lo Stato è azionista e ha fiducia negli amministratori e nel cda, i risultati cominciano in qualche modo a premiare la scelta dei prodotti e la qualità, come sempre è il mercato che alla fine decide ma io sono fiducioso: quello che ho visto qui sicuramente saprà vincere anche sul mercato».

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