Ponti sul Po, servono fondi «Se chiudono, si ferma l’Italia»

I comitati: manufatti a fine vita operativa, ma troppi ritardi su progetti e cantieri Zolezzi: «Si nomini un commissario per la ricostruzione». Viadana verso l’Anas

mantova

Mentre da stamattina inizierà lo spostamento della maxi chiatta di supporto in acqua e da domani alle 8 chiuderà al transito stradale il ponte di San Benedetto della strada Romana per consentire il varo della seconda arcata del nuovo manufatto, a Roma alla Commissione Ambiente della Camera ieri si è discusso proprio della situazione dei ponti sul Po. Questo grazie alle risoluzioni presentate dal deputato mantovano Alberto Zolezzi.


Il vertice, tenuto in modalità telematica, ha visto la partecipazione di amministratori del territorio e di Comitati ed ha messo nero su bianco la necessità di investire per ammodernare strutture che risalgono quasi tutti agli anni ’’60 e 70 e che nel giro di breve tempo sono destinati a finire la loro vita operativa.

«L’ex ministro Danilo Toninelli - ha ricordato Zolezzi - nel 2019 aveva stanziato già 300 milioni. Ma ne servono il doppio. È necessario raddoppiare lo stanziamento e a fronte di questo anche la nomina di un commissario unico che tenga le file dei progetti e dei fondi» evitando un «lockdown ambientale» e la paralisi dell’Italia.

Un’idea da sempre piaciuta al Comitato Vogliamo il ponte, che ha sottolineato di essere nato proprio per i ritardi e le lungaggini sul ponte sambenedettino. La riqualificazione sostanziale della struttura, progettata nel 2013-14 è giunta alla gara nel 2015 e all’inizio lavori nel 2017 con la prospettiva di concludere il cantiere nel 2019. Ora il termine è fine 2023.

«Il ponte si stima serva 53mila abitanti pari al 13% della popolazione della Provincia di Mantova -ha detto il Comitato in audizione -. Un’area economica che conta quasi 5mila imprese tra industrie, artigiani e attività commerciali nell’attuale situazione di transito interdetto ai mezzi pesanti è usato da 9mila mezzi circa al giorno con una perdita economica stimata in 30 milioni all’anno. Più volte per il nostro ponte abbiamo chiesto la nomina di un commissario, ma purtroppo non è avvenuto e ad oggi dopo quasi 10 anni non vediamo ancora l’opera finita. È necessario fare qualcosa per evitare gli errori del passato».

Su Viadana-Boretto, il sindaco viadanese Nicola Cavatorta ha ricordato che «serve un finanziamento da 3-5 milioni di euro per proseguire con la sistemazione dei giunti, la pavimentazione con impermeabilizzazione e nuova soletta, la posa di nuove barriere metalliche e guard-rail». Zolezzi ha ricordato che il manufatto, è metà Anas e metà provincia di Reggio. «Si sta lavorando per qualificare la strada di interesse nazionale in modo da facilitare il passaggio della gestione tutta in mano Anas».

Per Casalmaggiore, la cui vita operativa è di sette anni, il Comitato Treno ponte tangenziale ha chiesto di accelerare i tempi di costruzione del nuovo ponte «I ritardi ci preoccupano, come insegna la storia di San Benedetto» è stato detto. Infine Ostiglia. Rfi ha annunciato che gli ostacoli burocratici per il passaggio del sedime ferroviario inutilizzato ad Anas si risolveranno entro qualche settimana. Un annuncio atteso, ma che dovrà poi confrontarsi, come insegnano le vicende dei ponti, con la realtà dei fatti. —



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