Effetto Natale sulle scuole mantovane: positivi più che raddoppiati

Oltre cinquecento ragazzi e bimbi contagiati: erano 198 prima delle vacanze. Boom delle quarantene: 2.400 studenti costretti alla didattica a distanza

MANTOVA.  L’impatto della variante Omicron si fa sentire in modo pesante nelle scuole. Nel consueto report curato dall’Osservatorio epidemiologico di Ats Val Padana diretto dal dottor Marco Villa, emerge che la scorsa settimana (quella che si è conclusa domenica 16 gennaio) si contavano ben 293 focolai scolastici nel territorio di competenza. Cosa significa?

I focolai

Vuol dire che ci sono 293 cluster (gruppi di contagiati) di almeno due casi positivi nella stessa classe. È un dato che fa capire quanto sia complicato gestire l’attività didattica come la intendiamo normalmente. Spiega anche perché sempre più spesso si verifichino le condizioni per attivare la didattica a distanza secondo le modalità previste da governo e ministero.

L’effetto Natale

«La settimana fino al 16 gennaio – si legge nel report pubblicato da Ats Val Padana – si sono contati 293 focolai scolastici attivi: 183 di questi hanno avuto il primo caso proprio la scorsa settimana, mentre i restanti 110 erano già in atto ma hanno avuto nuovi casi nella settimana in esame. Il focolaio scolastico in atto più numeroso in provincia di Mantova ha coinvolto 13 positivi».

L’impatto crescente che la pandemia sta avendo in questa fase nelle scuole, si legge chiaramente anche dal confronto tra i numeri riportati dal rapporto settimanale fresco di pubblicazione e quello relativo alla settimana prima delle vacanze di Natale. Gli studenti che attualmente risultano positivi sono 505 contro i 198 della settimana fino al 19 dicembre. I ragazzi oggi in quarantena sono 2.396 e ben 153 le classi isolate (31 prima di Natale). I confronti potrebbero estendersi a molti altri parametri, ma già questi dati spiegano per quale ragione dirigenti scolastici, insegnanti e famiglie esprimano in più occasioni preoccupazioni per il regolare svolgimento della didattica in presenza. La radiografia compiuta dagli operatori dell’osservatorio epidemiologico Ats, dice che il 27% degli istituti mantovano ha almeno una classe in quarantena. La distribuzione non è omogenea. La percentuale più alta, il 34,6% è nelle primarie (elementari) seguita da un 31.8% delle scuole d’infanzia (le materne).

Nidi e materne comunali

Detto in altri termini, nelle scuole frequentate dai bambini più piccoli, una su tre ha almeno una classe in quarantena. L’assessore all’istruzione di Mantova, Serena Pedrazzoli, riferisce che «da inizio mese abbiamo dovuto chiudere 10 sezioni di scuola dell’infanzia su 18. La Calvi e la Visentini sono state chiuse interamente avendo rispettivamente solo una e due sezioni. È stato necessario sottoporre a quarantena 179 bambini, vale a dire il 40% degli iscritti alle comunali. Negli asili sono state chiuse 4 sezioni su 10, ma in due non è stato necessario (Kelder e Peter Pan). I bimbi in quarantena sono 60, il 28% degli iscritti. Stiamo facendo di tutto per garantire il servizio, tanto che l’open day delle materne ha avuto grande partecipazione». Più modesta la diffusione del fenomeno nelle superiori, il 7.58%. Nelle medie la quota è del 23.2%.

L'open day alle materne comunali di città sabato 15 gennaio

Gruppo scuola

A seguire materialmente l’evolversi della pandemia negli istituti sono gli operatori del Gruppo scuola, coordinati dalla dottoressa Laura Rubagotti, referente Covid-19 per le scuole di Ats.

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