Ponte, nuovi problemi con i fondali del Po: sospeso il varo della seconda arcata

Già riaperto il traffico sul ponte, lunedì il vertice per decidere come procedere. Una frana sulla sponda causa lo stop

SAN BENEDETTO PO. Ancora una volta il Po dice la sua. Anche il varo della seconda arcata del nuovo ponte in costruzione deve fermarsi. Mentre per l’arco di San Benedetto Po, a dicembre, il problema era rappresentato dal livello troppo alto del fiume e da una piena in arrivo, ora pare che la sospensione dello spostamento sia dovuta, al contrario, al livello troppo basso dell’acqua. Estremi che mettono qualche grattacapo e fanno operare a singhiozzo, ma che i tecnici sono decisi ad affrontare a partire da lunedì, quando si terrà un primo vertice.

La riapertura del ponte stradale sulla Romana, rimasto chiuso da giovedì alle 8, è stata disposta ieri alle 14.

Per ora la spiegazione di quello che accaduto non è ufficiale. Ma la nota della Provincia, appaltatrice dei complessi lavori di riqualificazione del ponte, indica «problemi tecnici dovuti al posizionamento della barge», ovvero la chiatta accostata nelle vicinanze della riva sinistra del fiume, utilizzata come piattaforma galleggiante.

Quello che si sa è che mentre la Fagioli, uno dei leader mondiali del trasporto, alla quale è stato affidato il compito del varo, portava l’arco del ponte di 150 metri, alto trenta e pesante 2.200 tonnellate, sino a 12 metri d’altezza per consentirgli di scavallare l’argine maestro; nel frattempo dall’altra parte del terrapieno, sul fiume, la chiatta non trovava la giusta posizione. L’enorme natante, 90 metri di lunghezza per 30 di larghezza e 6 di pescaggio, sarebbe dovuto essere posizionato con la prua a monte nel senso della corrente. Questo diversamente dal varo dell’arcata sul lato di San Benedetto, dove la distanza maggiore per raggiungere il punto di appoggio, un pilone provvisorio ed uno definitivo al centro del fiume, aveva reso necessario posizionare la chiatta trasversalmente rispetto al fiume. Ma quando fra mercoledì e giovedì si è cercato di accostare la chiatta con il lato lungo 90 metri il più possibile vicino alla sponda di Bagnolo sono sorti dei problemi.

In assenza di una spiegazione ufficiale, quelle ufficiose indicano nei problemi della stabilità della sponda il motivo che ha fatto sospendere le operazioni. Era stata utilizzata per scavare il fondo e creare il tirante d’acqua sufficiente per posizionare la chiatta, ma questa operazione, con il fiume estremamente basso, avrebbe in qualche modo smosso la sponda che, franando, avrebbe nuovamente rialzato il fondale rendendo impossibile il posizionamento della barge. Ma poiché sulla sponda era stato posizionato uno dei carrelli destinati a sostenere l’enorme peso durante lo spostamento, si è deciso di sospendere per cautela l’operazione, per evitare che ulteriori dragaggi potessero indebolire la sponda proprio nel momento in cui veniva caricata del peso. Come nel caso del primo arco, ha prevalso la necessità di sicurezza massima, di tutela dei lavoratori e del manufatto.

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