Lo scatolificio di Castelbelforte avvia il collaudo dei macchinari. A marzo partirà la produzione

L’impianto del gruppo Zago sarà alimentato di metano dalla Tea. E il paese vive un riscatto industriale. Il sindaco: «Raccolto quanto seminato»

CASTELBELFORTE. È iniziato al nuovo stabilimento del gruppo Zago il collaudo dei macchinari. Per l’avvio della produzione si dovrà però attendere l’allacciamento con la nuova dorsale che la società Sei srl, gruppo Tea, sta costruendo e che sarà completata entro la fine del prossimo mese. A marzo inizierà dunque la produzione in quello che si preannuncia un tassello decisivo per la costruzione di un “polo dell’imballaggio” nel piccolo paese a ridosso di Mantova.

Appena 16 mesi fa, si rincorrevano voci non confermate sull’impegno del gruppo Zago, leader nella produzione di carta e cartone, che dopo avere rilevato la Cartiera di Mantova intendeva costruire uno stabilimento per lavorare quanto prodotto a pochi chilometri di distanza per creare scatole. Un settore beneficiato dalla pandemia e dal boom degli acquisti online. Per cavalcare l’onda e cogliere l’occasione, le società della famiglia veneta Zago hanno fatto le corse. Costruito a tempo record lo stabilimento, 50mila metri quadri coperti ed altrettanti scoperti, chiuso lo scatolificio Maranello, nel Modenese, e trasferito da lì parte dei macchinari necessari per le sette linee produttive che a regime garantiranno 60 milioni di fatturato annuo. Cinquanta quelli investiti per tirar su dal nulla lo stabilimento destinato a dar lavoro adesso ad 80 addetti e a breve a 150, quando sarà pronto anche il secondo capannone previsto.

La corsa contro il tempo è dunque alle battute finali. Entro il mese saranno completati i controlli ed i collaudi necessari per far partire i macchinari. E si sta correndo anche per alimentare il nuovo stabilimento con una linea che porterà metano da Villanova Maiardina, di San Giorgio. Uno “sconfinamento”, questo il termine tecnico, della società del gruppo Tea in un territorio, Castelbelforte, che nella suddivisione degli ambiti energetici è in capo ad Italgas. «Ma il loro metanodotto era già al completo - spiega il sindaco Massimiliano Gazzani - e così siamo riusciti a far promuovere una convenzione con la quale Tea sconfina nel nostro territorio, garantendo il necessario gas metano al nuovo scatolificio, ma anche alle espansioni future della zona industriale».

Il metano dovrebbe arrivare entro febbraio, consentendo quindi una partenza della produzione a marzo. Nessuna inaugurazione ufficiale prevista, si lavorerà subito. Dando nuovo impulso ad una zona ad appena sette chilometri da Mantova che da piccolo paese destinato allo spopolamento sta diventando in pochi anni un polo primario della logistica.

«Ovviamente siamo soddisfatti. Ma si raccoglie se prima si è seminato - dice il primo cittadino -. Siamo piccoli, ma stiamo crescendo. Le aziende portano addetti, nuove famiglie, benessere».

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