Scuola e Covid, l’allarme della Cgil Mantova: «Presidi e personale sotto stress, più impegnati a risolvere problemi sanitari che a occuparsi di didattica»

«L’imperativo del governo è che le scuole devono rimanere aperte, ma in realtà stanno chiudendo a pezzi a causa della mancanza di risorse e dell’incapacità di risolvere nodi fondamentali come quello strutturale e l’altro dei trasporti». Più di 500 gli alunni attualmente positivi, quasi 2.400 quelli in quarantena, 48 contagi tra il personale e 68 addetti isolati. Una scuola su 5 ha almeno una classe in quarantena

MANTOVA. «L’idea del governo di fare di tutto per mantenere aperte le scuole ci trova d’accordo in linea di principio, per la funzione sociale e didattica che le scuole devono portare avanti con la maggiore continuità possibile, ma servono più risorse e strumenti per farlo. Al momento i dirigenti scolastici e gli insegnanti sono più impegnati a sbrigare e risolvere pratiche legate all’aspetto sanitario aggravato dalla pandemia, e a rimetterci è proprio l’aspetto didattico».

A dirlo è Pasquale Andreozzi, segretario provinciale di Flc Cgil Mantova, che analizza i dati relativi ai contagi e alle quarantene nelle scuole della scorsa settimana diffusi da Ats Val Padana. A livello generale, comprensivo di tutti gli ordini di istruzione, al 16 gennaio in provincia di Mantova si contano 505 alunni positivi, 2.396 alunni in quarantena, 153 classi isolate, 48 addetti del personale scolastico positivi e 68 isolati. Il tasso di incidenza è di 890,16 ogni 100mila alunni e la percentuale delle scuole con almeno una classe in quarantena è del 27,08%.

«La situazione è andata peggiorando – riferisce Andreozzi – e le scuole si sono trovate, sempre più, a dover affrontare problemi legati alle quarantene, agli isolamenti fra normative che cambiano in continuazione e con personale insufficiente e da sostituire per malattie legate, soprattutto, al Covid».

Il segretario di Flc Cgil Mantova aggiunge anche che «con questi livelli di contagi e la complicazione delle regole, per gli istituti scolastici è diventato impossibile tracciare eventuali contatti. Non so neppure se le scuole siano in condizione di elaborare ogni giorno, o davanti a nuovi casi di positività, i dati immessi in quanto mancano le risorse materiali».

La sensazione che si ha di fronte a questa situazione è quella di «una delega totale alle scuole della gestione dell’emergenza da parte del ministero. Una delega che assomiglia sempre più a un abbandono, con i dirigenti costretti a doversi destreggiare fra regole sempre più complesse ed emergenze continue – denuncia Andreozzi – I dirigenti scolastici sono diventati agenti del ministero della salute che si occupano della gestione dei casi, della decisione sui casi senza una guida, senza strumenti idonei per fare alcunché se non predisporre isolamento, quarantena, Dad e altri strumenti».

Proprio la scorsa settimana Andreozzi ha ricevuto da diversi dirigenti scolastici mantovani lo stesso appello a fare qualcosa per aiutarli a gestire questa situazione, che poco ha a che fare con la didattica: «L’imperativo del governo è che le scuole devono rimanere aperte, ma in realtà stanno chiudendo a pezzi a causa della mancanza di risorse e dell’incapacità di risolvere nodi fondamentali come quello strutturale, non sono state di fatto costruite nuove scuole e realizzate nuove aule – scandisce il segretario di Flc Cgil Mantova – e l’altro dei trasporti. Senza dimenticare il fatto che non sono stati realizzati i presidi sanitari all'interno delle scuole e i punti dove fare i tamponi nelle scuole».

Secondo il sindacalista, a livello governativo e ministeriale è stata fatta passare la linea di «far gestire l’emergenza alle scuole, che si adatteranno, usciremo da questa fase acuta di pandemia e governo e ministero si interesseranno il dato politico di non aver chiuso le scuole».

Da punto di vista sindacale «permane un dato importante – conclude Andreozzi –  questa categoria messa al dei centro processi economici e sociali non è però valorizzata perché il contratto non è ancora stato rinnovato e stiamo aspettando. Le risorse a bilancio per questa emergenza sono striminzite, all’estero c’è questo dibattito, però almeno non hanno il problema degli insegnanti sottopagati».

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