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Sindacati in Provincia per sbloccare lo stallo alla Mantua Surgelati

Sul tappeto il negoziato sospeso con Italpizza: e all’orizzonte ci sarebbe un altro interessamento al ramo d’azienda

Monica Viviani
1 minuto di lettura
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MANTOVA. È in calendario per il 26 gennaio la nuova tappa per risolvere lo stallo che da mesi incombe sul futuro di Mantua Surgelati: il presidente della Provincia Carlo Bottani ha convocato per la prima mattinata le segreterie provinciali dei sindacati di categoria Flai Cgil e Fai Cisl.

Contrariamente a quanto auspicato dai sindacati, non si tratta ancora del tavolo da loro più volte richiesto con la partecipazione di tutti gli attori, a partire soprattutto dei due rami della proprietà (rappresentati da una parte da Federica Freddi e dall’altra dal fratello Franco e dalla nipote Francesca Freddi) e dai vertici di Italpizza, che hanno di recente confermato l’interessamento all’acquisizione del ramo pizza dell’azienda di Castelbelforte.

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) Il colosso modenese pronto a riaprire la trattativa per il ramo. E parteciperà al tavolo istituzionale: la convocazione a giorni]]

Era metà dicembre quando sindacati e Rsu proclamarono lo stato d’agitazione dei 400 dipendenti e in un presidio ai cancelli della fabbrica denunciarono lo stallo nelle trattative, così come i contrasti interni alla famiglia Freddi, per la cessione di ramo d’azienda al colosso modenese.

I figli del fondatore scomparso Romano Freddi avevano annunciato a luglio ai lavoratori l’avvio dei negoziati con Italpizza, proseguiti con la sottoscrizione di una lettera di intenti contenente i termini conclusivi dell’operazione e con un’esplorazione per verificare la possibilità di aggregazione del ramo d’azienda delle pizze.

Il perfezionamento dell’accordo definitivo era previsto per ottobre 2021 ma «poco prima della scadenza per la sottoscrizione – aveva poi fatto sapere Italpizza – la socia Federica Freddi, inaspettatamente, non si è più resa disponibile a procedere».

E mentre circolano voci anche di un altro interessamento al ramo d’azienda, sindacati e lavoratori guardano comunque al tavolo del 26 gennaio come a un primo passo verso quelle risposte che attendono da mesi.

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