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il vertice in provincia

Mantua Surgelati verso un’intesa. I sindacati: ora azionisti al tavolo

Il presidente Bottani rassicura Cgil, Cisl e operaie dopo aver incontrato i due rami della famiglia Freddi

Monica Viviani
2 minuti di lettura
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MANTOVA. Bilanci firmati e soci verso un’intesa: dopo mesi di stop and go, divisioni ai vertici e silenzi che facevano temere il peggio, soffia finalmente un refolo di ottimismo tra lavoratrici e sindacati di categoria per il futuro della Mantua Surgelati e dei suoi 400 dipendenti. A raccontarlo sono Rsu e segretari di Flai Cgil e Fai Cisl all’uscita dal vertice di ieri mattina (26 gennaio) con il presidente della Provincia Carlo Bottani, che nelle scorse settimane ha incontrato entrambi i rami della famiglia Freddi che si dividono la proprietà e visitato lo stabilimento di Castelbelforte accompagnato dal sindaco e vicepresidente di Palazzo di Bagno Massimiliano Gazzani.

«Ci è stato comunicato che entrambi i soci si sono presentati agli incontri convocati dal presidente Bottani e dal sindaco di Castelbelforte per ragionare insieme sul futuro dello stabilimento e questo è un primo passo avanti, significa che si è innescato quel processo che chiedevamo da mesi» riferiscono Marco Volta e Ivan Papazzoni della Flai Cgil e Ciro Di Lena della Fai Cisl. Non solo. «Ci è stato anche assicurato – aggiungono – che entrambi gli amministratori della società hanno firmato i bilanci e questo per noi significa molto perché vuol dire la riapertura delle linee con le banche a garanzia sia del pagamento degli stipendi sia di futuri investimenti nella società, insomma per il proseguo dell’attività in un clima sereno che è mancato negli ultimi mesi».

Resta ancora da capire se le trattative con il gruppo modenese Italpizza siano o meno ripartite dopo il brusco stop a un passo dalla firma per la cessione del ramo pizza. «Al momento sappiamo solo che ci sono anche altri gruppi interessati – spiegano i sindacalisti – ma non in che termini, vale a dire se per un’acquisizione, un rapporto di partnership o un affitto di ramo d’azienda». E con un fatturato in crescita nel 2020 che ci siano interessamenti non stupisce «anche perché il lavoro c’è e gli ordini pure».

Le prime ad essere sollevate sono proprio le lavoratrici rappresentate ieri dalle Rsu appena rinnovate: Laura Cortelazzi, Marcella Trazzi, Antonietta Agricola, Manuela Favalli, Roberta Rondelli, Paola Variati e Lucia Polo. «Ora speriamo che tutto vada avanti su questa strada – ci dicono – a noi preme il nostro posto di lavoro che sia con l’attuale proprietà o con un’altra. Certo, sarà un percorso lungo ma contiamo in una ulteriore evoluzione nel giro di qualche settimana». Insomma «tanti anni di lavoro che rischiavano di andare in fumo per una diatriba familiare non era accettabile – proseguono – in quella fabbrica lavorano intere famiglie di Castelbelforte e dei paesi limitrofi, c’è chi è lì da oltre 30 anni e il nostro impegno come le nostre proteste erano perché ne va del destino di tante persone». Diatriba che vedeva da una parte l’amministratrice delegata nonché proprietaria del 50% di Mantua Surgelati Federica Freddi e dall’altra il fratello Franco Freddi, presidente del cda, con la figlia Francesca che detiene l’altro 50%. Soci che comunque nell’ultimo mese avevano già dichiarato alla Gazzetta la loro disponibilità a sedersi attorno a un tavolo.

Nel ringraziare il presidente della Provincia per la sua opera di mediazione, ora l’obiettivo dei sindacati è di continuare a tenere monitorata la situazione «e di arrivare a una soluzione nel giro di tre o quattro settimane». Il prossimo appuntamento a Palazzo di Bagno è per l’11 febbraio «e in quell’occasione contiamo siano presenti anche gli azionisti, come peraltro ci aspettavano già oggi, per essere messi a conoscenza di quali valutazioni hanno fatto per potenziare il sito produttivo e del piano industriale». Partendo dal presupposto «che questo non è un tavolo di crisi ma di sviluppo – concludono – perché il sito è florido e le commesse non mancano, ma servono investimenti notevoli da parte di chi entrerà in partnership per far fronte soprattutto agli ingenti carichi di lavoro».

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