Colaninno: il Frecciarossa tornerà a Mantova entro marzo

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Il deputato di Italia Viva ha avuto rassicurazioni dai vertici di Ferrovie. E sul raddoppio Mantova-Verona chiede di fare sinergia con la politica veneta

MANTOVA. «Al massimo entro marzo riavremo il Frecciarossa per Roma». A dirlo è il deputato di Italia Viva, Matteo Colaninno, che in questi giorni ha avuto stretti contatti con i vertici di Ferrovie dopo che l’aumento dei contagi aveva costretto a tagliare, per mancanza di personale, numerose corse anche dell’Alta velocità, tra cui il collegamento Mantova-Roma soppresso lo scorso 17 gennaio.

«Ferrovie, che ringrazio assieme a Trenitalia – dice il deputato mantovano – mi ha dato la certezza che nel breve, appena migliorerà la situazione dei contagi, il treno sarà ripristinato». Il collegamento diretto con Roma esiste dal 2015 dopo la forte opera di convincimento esercitata da Colaninno sui vertici di Fs e Trenitalia; dal 12 dicembre scorso la Frecciargento è stata sostituita dal moderno Frecciarossa Mille.

«Dal 2015 – mette in guardia Colaninno – esiste un problema. Un treno di alta velocità che nasce a Mantova come il Frecciarossa richiede il massimo dell’utilizzo perché l’alta velocità è un servizio a mercato che si sostiene solo con i biglietti venduti. Quindi, diventa fondamentale per mantenerlo anche in futuro che, una volta usciti dalla pandemia, vi sia un riempimento maggiore rispetto alla media di prima del Covid. Non va mai dimenticato che il Frecciarossa è una via d’accesso privilegiata non solo per la clientela business ma anche per il turismo e, dunque, facilita lo sviluppo turistico di Mantova. E allora, bisogna che il territorio metta in campo promozioni perché il servizio abbia numeri diversi» Colaninno si sofferma anche sul raddoppio della linea Mantova-Verona.

«Anch’io – dice – come il collega Zolezzi ho avuto la segnalazione del suo inserimento nel documento del ministero. Ne ho parlato con Fs e poi con la presidente della commissione trasporti Paita che dovrà esaminarlo. Da quello che posso percepire l’orientamento è favorevole, ma siamo ancora ad una fase iniziale di discussione, tutta da costruire». Per il deputato il raddoppio è «un’opportunità fondamentale per il nostro territorio. Su questo progetto è importante che vi sia una collaborazione tra i parlamentari mantovani, ma serve anche una sinergia con la politica di Verona e del Veneto per portare avanti un progetto che è ancora allo stato embrionale pur se inserito in un documento importante. Il seguito va costruito».

Tutto il contrario del raddoppio Mantova-Piadena, «per il quale – ricorda Colaninno, “padre putativo” dell’opera – abbiamo già 500 milioni di euro e il commissario De Gregorio che sta portando avanti confronti specifici con gli amministratori di Mantova e Cremona per affrontare tutti nodi. Ora siamo arrivati al punto in cui bisogna fare sintesi. C’è bisogno che il territorio aiuti il commissario a trovare le soluzioni opportune sulla viabilità e sulle altre opere compensative».

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