Mantova, maltrattava la moglie: la vicina lo accusa poi fa marcia indietro

La donna ha ripetuto la nuova versione dei fatti: un’ostinazione che, sconfessata dagli altri testimoni, le ha fatto incassare un’incriminazione per falsa testimonianza girata al Pm

MANTOVA. Interrogata dalla polizia, si era scagliata contro il vicino di casa, confermando i racconti della moglie che lo accusava di pesanti maltrattamenti. Ma all’udienza del processo che vede l’uomo alla sbarra davanti al giudice Gilberto Casari, ha cambiato completamente versione.

L’uomo era spesso ubriaco? «No, l’ho visto bere un bicchiere di vino durante i pasti». Insulti e minacce? «No, normali discussioni tra marito e moglie». Ha visto la moglie con dei lividi? «Mai». Per tre volte il giudice ha richiamato l’anziana vicina di casa al suo dovere di testimone, tenuta all’obbligo di dire la verità, ma senza risultato.

La donna ha ribadito la nuova versione dei fatti: un’ostinazione che, sconfessata dagli altri testimoni, le ha fatto incassare un’incriminazione per falsa testimonianza girata al Pm. Di tutt’altro tenore la testimonianza della sorella della donna, che ha ricostruito con dovizia di particolari la situazione di un matrimonio naufragato contro gli scogli della mancanza del lavoro e dei conseguenti problemi economici. Più di una volta i familiari erano accorsi in aiuto della donna, prestandole soldi per far fronte alle esigenze più impellenti: una generosità ricambiata dal marito con insulti pesanti all’indirizzo degli anziani genitori, non cessati nemmeno dopo la loro morte. Ben più violente le parole verso la moglie: «Mia sorella mi aveva fatto leggere un messaggio in cui lui le annunciava che l’avrebbe uccisa, poi mangiato il suo cuore e infine si sarebbe suicidato». Una strategia del terrore unita a un’opera di demolizione continua, fino alla violenza fisica, «l’ho vista più volte con dei lividi e degli edemi alle gambe che non si curava.

Diverse volte la sorella l’ha pregata di rivolgersi al Telefono rosa e ai servizi sociali, incurante del cognato che cercava di fare terra bruciata intorno. Alla fine si sono separati». La prossima udienza è stata fissata per l’11 ottobre. 

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