Mantova: sartoriale e hi-tech, Dondi salotti raddoppia

Divani su misura, presto con un software proprietario. Il quartier generale di Levata vuole un polo tecnologico

CURTATONE (Levata). Divani su misura come i vecchi tappezzieri e configuratore high tech per scegliere fattezze, colori e funzionalità. Dondi Salotti, azienda che dal 2018 è interamente di proprietà mantovana, 40 negozi tra Italia (uno è a Porto Mantovano) e Svizzera e un fatturato che dal 2019 a oggi è più che raddoppiato (da 25 a 55 milioni), conta, per crescere, sul miglior made in Italy della tradizione e su strumenti innovativi. Per farlo ha deciso di investire su un polo tecnologico e su nuove professionalità. E in parallelo pensa a nuove aperture: venti in due anni.

«Abbiamo due punti fermi - racconta Filippo Tosi, il presidente, proprietario dell’azienda con il fratello Fausto - Il primo è il Made in Italy, il secondo è la specializzazione. Preferisco prendere dieci in una materia che sei in tutte». Per “prendere dieci" nella produzione di divani e di tutto ciò che vi ruota attorno (dalle lampade ai tavolini, in una sorta di total look), Dondi Salotti si affida a una quindicina di laboratori artigianali, dalla Puglia alla Brianza, un sistema in grado di realizzare circa duecento divani al giorno.

«Non abbiamo dipendenti che producono, ma controlliamo la filiera in ogni passaggio: dal fusto alle parti in metallo fino a rivestimenti e assemblaggio. Le caratteristiche di ogni componente le determiniamo noi», prosegue Tosi. La differenza la fa soprattutto la possibilità di scegliere tra varianti e funzionalità con pochi passaggi: il cliente può decidere, grazie a un configuratore, la forma, il comfort dato dalle sedute e dalla possibilità di inserire parti meccaniche per cambiare inclinazione, il rivestimento. Un modo di confezionare i divani sartoriali che ha conquistato anche le case produttrici di Grande Fratello e di altre trasmissioni come Amici: i divani sono mantovani. Tutto il processo, se l’ordine va a buon fine, è digitalizzato fino alla consegna. Il target è la clientela che si rivolge ai mobilieri, mentre l’obiettivo è diventare il secondo operatore italiano in termini di fatturato e il primo per digitalizzazione. Per questo, l’azienda ha deciso di investire per creare un comparto “IT” interno evoluto. «Per le nostre esigenze digitali - continua Tosi - non c’è l’offerta giusta sul mercato. Dobbiamo sviluppare internamente i software che ci servono». Lo farà una squadra di programmatori: l’azienda è alla ricerca di ingegneri e periti informatici. All’inizio cinque persone, ma il gruppo è destinato a crescere, con un sogno: riportare a casa, a lavorare nel nuovo polo tecnologico di Levata, qualche mantovano fuggito per mancanza di opportunità.

Investimenti in arrivo anche sugli spazi di vendita: ora i negozi sono 35 in Italia e 5 in Svizzera, ma entro il 2025 si punta ad arrivare a 80. Nel 2022 sono già state pianificate dieci aperture, che dovrebbero contribuire a far volare il fatturato fino alla cifra di 70 milioni, altrettante nel 2023. Tra le inaugurazioni del 2022 ci sarà anche il flagship store di Milano: aprirà entro la primavera a Corsico e ospiterà anche un’accademia per la formazione dei dipendenti (ora a quota 210) a tutti i livelli. Tra gli obiettivi futuri c’è anche il mercato estero: «I nostri negozi nella Svizzera tedesca e francese, dove le aspettative in termini di qualità e servizio sono molto alte, rappresentano una palestra importante».

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