Foibe, no allo storico antifascista: il sindaco di Castiglione revoca la sala civica

Volpi: «Può turbare l’ordine pubblico». L’Anpi: «Presenteremo lo stesso il libro». Il segretario della Cgil Soffiati: «Decisione incomprensibile che ci lascia indignati»

MANTOVA. Dopo le proteste sollevate attraverso la Gazzetta dal “Comitato 10 febbraio” e “Una rosa per Norma” (associazione che promuovono il ricordo delle foibe istriane), il sindaco Enrico Volpi ha revocato l’utilizzo della sala civica per la presentazione del libro di Eric Gobetti E allora le foibe?, (Laterza) organizzata dall’Associazione nazionale partigiani italiani (Anpi) dell’Alto Mantovano per giovedì.

«Dopo attenta e responsabile valutazione sui possibili rischi di turbamento dell’ordine pubblico cittadino, di sicurezza per le persone e per i luoghi, correlabili all’iniziativa promossa dall’Anpi – spiega il sindaco – mi è corso l’obbligo di revocare l’utilizzo per la stessa della sala civica di Palazzo Menghini. Nel comunicare la decisione agli organizzatori e nel sottolineare il loro pieno diritto a realizzare l’evento in altro ambito privato, ho informato gli stessi della necessità, qualora volessero procedere in questo senso, di concordare preventivamente con le forze dell’ordine ogni aspetto organizzativo, al fine di garantire la piena sicurezza per la cittadinanza. Nulla contro l’Anpi, dunque, dato che altre celebrazioni abbiamo operato in sinergia e ho sempre onorato, come sindaco, tutte le manifestazioni senza alcun pregiudizio. Siamo sempre pronti a promuovere e sostenere iniziative che vadano in questo senso, che siano plurali e qualitativamente riconosciute e rifuggano dalla parzialità strumentale e salvaguardino il valore del pubblico».

L’Anpi, per contro, fa sapere che «il sindaco adduce incomprensibili ragioni di “turbamento dell’ordine pubblico cittadino, di sicurezza, per le persone e per i luoghi”. La comunicazione ufficiale non chiarisce quali siano i pericoli legati alla presenza di Gobetti a Castiglione. Non dovrebbe essere il libro in sé a costituire una minaccia, né, i patrocinatori dell’Anpi. In quanto al libro, il sindaco, interpellato telefonicamente, dichiara di non conoscerne il contenuto ma di basarsi sugli articoli di stampa. Aspettiamo di capire cosa potrebbe turbare l’ordine pubblico tanto da impedire ad una associazione di informare la cittadinanza su dati storici accertati riguardanti la nostra storia comune. Se esiste una minaccia di stampo fascista, chiediamo al sindaco di tutelare i minacciati e non di darla vinta ai minaccianti. Da parte nostra possiamo solo garantire che l’evento avrà luogo a Castiglione nella data prevista».

E a dirsi indignata è anche la Cgil con il suo segretario generale Daniele Soffiati: «È incomprensibile – dice – che venga negata la sala per motivi di ordine pubblico per la presentazione del libro di uno storico autorevole che riporta una vicenda al suo dato di realtà facendo chiarezza su quanto avvenuto e su quanto è stato travisato».

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