«In Russia esportiamo ombrelli made in Mantua. Ora rischia di finire tutto»

Dai materassi della Mollyflex agli ombrelli Pasotti fino all’aceto Mengazzoli: le aziende mantovane che esportano merci in Russia e Ucraina temono contraccolpi pesanti dovuti al conflitto. Belleli: «Abbiamo contratti al riparo da sanzioni»

MANTOVA. Nicola Begotti, direttore commerciale dell’ombrellificio Pasotti di Castellucchio, aveva già programmato per le prossime settimane una trasferta a Mosca per allestire l’esposizione di modelli in un grande albergo della capitale russa. «Ma a questo punto, con quanto sta accadendo, dubito che la cosa si possa fare» spiega Eva Giacomini, amministratore delegato dell’impresa di via Roma. Nicola è il figlio e ora è a New York, sempre per motivi di lavoro. L’impresa Pasotti, fondata dalla madre di Eva Giacomini, punta molto sul mercato russo. «Dopo la Cina è il Paese dove esportiamo di più – spiega l’imprenditrice – e quanto sta accadendo in Ucraina, oltre a preoccuparci per ovvie ragioni umane, ci preoccupa molto sotto il profilo economico. Non sappiamo ancora quali saranno gli effetti delle sanzioni per la nostra azienda e nemmeno per i rapporti con i nostri clienti russi. Al momento non abbiamo notizie, ma è evidente che ci saranno conseguenze molto negative».

Quanto ci spiega l’Ad dell’ombrellificio di Castellucchio è un sentimento diffuso tra le imprese mantovane che esportano prodotti in Russia e in Ucraina. L’orrore e i timori provocati dalle immagini e dalle notizie che arrivano dal Paese nel mirino di Putin si mescolano alle preoccupazioni per l’attività produttiva. Perché per diverse aziende mantovane Mosca e Kiev sono mercati importanti.

Secondo Mantova Export, il volume di esportazioni verso la Russia delle imprese mantovane è stato sull’ordine degli 81 milioni euro nel 2019 e di 68 milioni nel 2020. Il flusso commerciale verso l’Ucraina è stato di20 milioni nel 2019 e di 24 nel 2020 (fonte Istat, i dati si riferiscono al periodo gennaio-settembre).

Va detto che il commercio verso e dalla Russia era già ridotto dal 2014, con le sanzioni scattate dopo l’invasione della Crimea. «Abbiamo aperto uno showroom a Mosca a novembre – spiega Paolo Pennacchi, titolare con i fratelli della Mollyflex di Castiglione, azienda che produce materassi venduti in 25 Paesi – con i lockdown da pandemia abbiamo lavorato poco nella capitale russa. Ora non sappiamo quali sviluppi ci saranno, è ancora presto. Nei prossimi giorni sentiremo i nostri clienti per fare il punto».

Anche l’acetificio Mengazzoli di Levata esporta in Russia, anche se non è il suo mercato principale. «In questo momento non abbiamo notizie dai clienti – spiega la titolare Elda Mengazzoli – è ancora presto per capire la portata delle conseguenze sotto il profilo commerciale».

Ad avere rapporti stretti con la Russia è anche la Belleli. «Premesso che siamo vicini alla sofferenza del popolo ucraino – dice il direttore finanziario Luca Pierfelice – per noi quello russo è solo uno dei tanti mercati nel mondo in cui operiamo. In ogni caso abbiamo contratti al riparo da eventuali sanzioni. Sotto questo profilo siamo tranquilli».

Anche il mondo dell’artigianato è molto preoccupato. «L’inasprimento delle nuove sanzioni nei confronti della Russia – spiega in una nota la Cna – produrranno notevoli impatti, ben superiori al valore dell’interscambio a causa della profonda interconnessione dell’economia globale. La Russia assorbe circa l’1,5% dell’export italiano per un valore nel 2021 di 7,7 miliardi: rappresenta il 2,5% della moda, il 3,1% dei mobili e il 2,6% della meccanica. È inoltre un mercato rilevante per il turismo».

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

1€/mese per 3 mesi, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

Operazione bomba sul Po: l'evacuazione questa mattina a Motteggiana e Borgoforte

La guida allo shopping del Gruppo Gedi