Continua a bruciare la cartiera del Chiese

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llarme anche nei paesi confinanti per le nubi di fumo che si sono sollevate. Vigili del fuoco al lavoro da domenica, si indaga sulle cause del rogo

MONTICHIARI (Brescia). Continua a bruciare la cartiera del Chiese di Montichiari (BS), a pochi chilometri dal confine con Castiglione. A differenza di domenica pomeriggio, quando cioè le fiamme sono divampate all’interno della ditta che si trova proprio sulle rive del Chiese, ieri (28 febbraio) il fumo era bianco e non più nero intenso. Il risultato, però, non cambia perché i vigili del fuoco stanno lavorando duro e senza sosta per domare un incendio che si propaga fra questi cumuli pressati di carta che devono essere aperti per poter essere bagnati e spenti. Se non interverrà la pioggia, non prevista però in queste ore, le stime sono di un lavoro almeno di altri due giorni per decretare la fine dell’emergenza.

La zona della cartiera, oltre ad essere sulle sponde del Chiese, è anche a ridosso di una parte del paese, Borgosotto, densamente popolata e definita “la piccola Parigi” per via delle strade strette e illuminate di giallo come nella capitale francese. Poco distante, invece, ci sono nuove lottizzazioni con molte palazzine e aree giochi per i bambini. Il fumo bianco ha creato una leggera nebbia, ben visibile anche di giorno, e così il sindaco del Comune bresciano ha ricordato, come già fatto domenica, di mantenere chiuse le finestre.

«L’Arpa sta ora posizionando un campionatore d’aria nel campo di calcio di Borgosotto, che rimarrà installato per almeno cinque giorni e funzionerà 24 ore su 24. Durante tutto il pomeriggio sono stato in contatto costante con il direttore dell’Arpa, Fabio Cambielli, mantenendo un costante aggiornamento – si legge nell’ultimo comunicato diramato dal primo cittadino – ringrazio anche A2A, prontamente è intervenuta al fine di verificare e identificare, in caso di eventuale necessità, anche gli attacchi degli idranti in via Rampina e via Tito Speri» .

Sul fronte delle cause, i vigili del fuoco di Brescia e Desenzano del Garda, per ora, non si pronunciano. Al vaglio degli inquirenti ci sono tutte le immagini dei sistemi di video sorveglianza. Uno studio sul campo è in corso per capire da dove sono partite le fiamme. Non mancano ipotesi ma per ora niente di ufficiale.

Anche il sindaco Togni ricorda che «le cause e l’origine delle fiamme rimangono per ora sconosciute, maggiori approfondimenti saranno fatti dalle forze dell’ordine anche grazie ai filmati delle telecamere di sorveglianza».

Per quanto riguarda la questione ambientale, invece, la situazione è diversa. Montichiari, da tempo, è al centro di molte polemiche prima per l’alta concentrazione di discariche, poi, nel recente passato, per le esalazioni in zona Chiarini; non ultimo, e questo aspetto interessa il territorio mantovano, la questione del Chiese che, dopo Montichiari e un pezzo di territorio bresciano, arriva nei quattro comuni mantovani di Casalmoro, Asola, Acquanegra sul Chiese e Canneto per poi confluire nell’Oglio.

Al momento, dagli organi ufficiali come, d’altronde, da associazioni del territorio e della stessa Federazione delle associazioni amiche del fiume Chiese, oltre che dai militanti del presidio “9 Agosto”, c’è attenzione ma pare che non ci siano sversamenti di nessun tipo nel corso del Chiese, cosa che metterebbe in allarme anche il territorio mantovano. A Castiglione, tolto qualche sentore in zona industriale domenica sera, non ci sono tracce di odori che possano ricondurre all’incendio.

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