Da Aler Mantova pronti 13 alloggi per l’accoglienza

Il governatore Attilio Fontana ha chiesto disponibilità a tutte le aziende in vista dell’afflusso dalle zone di guerra che si preannuncia massiccio 

MANTOVA. Anche Regione Lombardia si sta mobilitando per accogliere i profughi in arrivo dall’Ucraina. «Stiamo cercando di organizzarci prevedendo un eventuale numero elevato di persone che sfuggiranno alla guerra, di profughi che cercheranno di trovare un luogo tranquillo» ha detto venerdì 4 marzo  il governatore Attilio Fontana.

Sui numeri il presidente non si è sbilanciato, ma ha lasciato intendere che potrebbero essere importanti. «Si stima che sia possibile l’arrivo in Italia di un milione di profughi, siamo arrivati a dire tra 50 e 100 mila solo in Lombardia. Per ora è una previsione di massima che parte da una valutazione del governo». Il piano di accoglienza è già scattato e coinvolgerà anche l’Aler lombarda, le aziende per l’edilizia residenziale, e tutte le articolazioni territoriali: «Oltre ai Covid hotel e alle case Aler non ancora assegnate – ha detto Fontana – abbiamo ricevuto disponibilità da parecchie grosse catene di alberghi e bed and breakfast».

La Regione ha coinvolto anche l’Aler di Mantova, Cremona e Brescia. Il Pirellone ha chiesto quanti alloggi non assegnati l’azienda possa mettere a disposizione dei profughi. Aler ha quantificato 50 appartamenti nelle tre province. Per quanto riguarda Mantova gli alloggi disponibili dovrebbero essere dodici o tredici. Ora Aler attende dalla Regione le modalità per le assegnazioni alle famiglie in fuga dalla guerra.

«Siamo stati contattati da molti privati che hanno dato la disponibilità a utilizzare i loro immobili – ha specificato Fontana – a organizzare l'accoglienza però sarà la Protezione Civile, con la quale siamo in continuo contatto. Meglio attrezzarci e dire che non è servito a niente che farsi travolgere dall'ondata». Intanto, sono arrivati in alcuni ospedali lombardi (Poma escluso) 12 piccoli pazienti oncologici provenienti dall'ospedale di Kiev. Sono accompagnati dalle mamme. I bambini sono arrivati in Italia grazie a un corridoio umanitario organizzato dall'associazione Soleterre in collaborazione con Regione Lombardia e Areu.

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